Io ho passato una vita a imparare roba che apparentemente non mi serviva a niente. Lo facevo quasi senza accorgermene, e solo di recente ho capito quanto questa cosa mi abbia cambiato. Oggi te lo voglio dimostrare con un ragazzo che dormiva sul pavimento di un college e con un esperimento fatto su gente tra i 60 e i 90 anni. Dammi tre minuti.
Nel 1972 un ragazzo di 17 anni molla il college dopo 6 mesi perché i corsi non gli interessano, ma resta nel campus un altro anno e mezzo, dorme sul pavimento nelle stanze degli amici e segue solo le lezioni che lo incuriosiscono. Una di queste è un corso di calligrafia: come si disegnano le lettere, quanto spazio lasciare tra una e l'altra. Roba che, parole sue, era convintissimo non gli sarebbe mai servita a niente. Dieci anni dopo quel ragazzo, che si chiamava Steve Jobs, stava progettando il primo Macintosh. E dentro al Mac ci ha messo esattamente quella roba lì: fino a quel momento i computer scrivevano tutti con lo stesso carattere bruttino, il Mac è stato il primo ad avere un sacco di caratteri diversi tra cui scegliere, con le lettere disegnate e spaziate bene, come in un libro stampato. E li aveva perché dieci anni prima un ragazzo annoiato si era messo a studiare come si disegnano le lettere. Lui l'ha riassunta così: non puoi unire i puntini guardando avanti, li unisci solo guardando indietro.
Ora, io il Mac non l'ho inventato, però questa cosa l'ho vissuta anche io, in piccolo. ⟨Aneddoto: una cosa che Giuseppe ha imparato per pura curiosità e che anni dopo gli è tornata utile in un ambito completamente diverso.⟩ E se ci penso, un sacco delle cose più utili che so fare oggi non le ho imparate perché mi servivano. Le ho imparate perché mi incuriosivano e basta. E poi un giorno, bam, si sono collegate a qualcos'altro.
E lo so cosa stai pensando: "Ok Giuseppe, bella storia, ma io ho già una vita piena. Quando lo trovo il tempo di imparare il patchwork?" Hai ragione, infatti non ti rispondo con una frase motivazionale, ti rispondo con un esperimento. Qualche anno fa all'Università del Texas hanno preso persone tra i 60 e i 90 anni. Per tre mesi un gruppo ha imparato una cosa nuova e impegnativa, tipo la fotografia digitale o il patchwork, appunto. L'altro gruppo ha fatto attività piacevoli ma già conosciute, tipo ascoltare musica o guardare film. Risultato? Solo chi aveva imparato qualcosa di nuovo aveva la memoria migliorata. Tenersi occupati non è servito a niente: la differenza l'ha fatta imparare.
Perché quando impari qualcosa di nuovo non aggiungi solo un'abilità alla lista: ti cambia proprio il modo in cui funziona la testa. Cominci a notare cose che prima non vedevi e fai collegamenti tra mondi lontanissimi. Chi impara una lingua inizia a pensare diverso anche nella propria. Chi impara a cucinare guarda il piatto al ristorante con altri occhi. E la cosa pazzesca è che non ha scadenza: è uno dei pochi investimenti che rendono sempre, a qualsiasi età, e che nessuno ti può togliere.
Quindi non chiederti più cosa ti serve imparare, chiediti cosa ti incuriosisce. Anche se sembra inutile. Soprattutto se sembra inutile. Ti è mai capitato di imparare una cosa a caso e di vederla tornare utile anni dopo, in tutt'altro campo? Rispondimi — leggo tutto.
G.