Il gioco delle maschere

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Perché lamentarti della tua vita ti fa bene (all'inizio)


Ti sei mai ritrovato a elencare tutto quello che non va in te (e intorno a te) e a sentirti stranamente meglio dopo? Sollevato. Hai ammesso che stai messo male, sei stato onesto, per una sera ti sei sentito meglio, quasi coraggioso.
Ma il giorno dopo è tutto identico a prima.
Io in questo gioco, il gioco delle maschere, ci ho passato un sacco di anni, e oggi ti racconto perché ci si sente davvero bene in quel momento, ma poi dopo non cambia nulla.


Il meccanismo è semplice: ammettere il problema ti sembra già il primo passo, quindi il cervello ti dà il premio subito. Ti sei detto la verità, hai fatto la tua parte, per oggi basta così. Solo che non hai fatto niente di concreto.
E' come scrivere la lista della spesa e sentirti a posto col frigo ancora vuoto.

Per un sacco di anni ho portato la maschera del "come va?" " tutto bene".
Poi la sera, fermo in macchina nel parcheggio in cortile, toglievo la maschera e facevo l'unica cosa che sapevo fare, mi ripetevo quanto stessi messo male. E quella roba lì mi bastava, giuro. Mi sentivo onesto, mi sentivo giustificato, magari facevo qualche progetto e la mattina dopo rimettevo la maschera e via.
Insomma l'autocommiserazione è (scientificamente) un sollievo reale. Ma è una specie di veleno per la vita.


La prima volta, oramai più di 10 anni fa, ho chiesto aiuto a una mia parente psicologa. Mi ha dato l'aiuto che poteva, ma io in quel momento non ero ancora pronto. Ho letto, mi sono informato, ho studiato, e intanto il giro continuava uguale. La seconda volta è stata Arianna a vedere che non stavo bene, e da lì ho iniziato il percorso di psicoterapia che mi ha letteralmente cambiato l'esistenza. È stato come aprire una finestra in una stanza completamente buia e chiusa. E scoprire che non è poi così male.

E la cosa più assurda è questa: quel casino pazzesco che mi rigiravo in testa da solo, detto ad alta voce a un professionista, si è rivelato una cosa ingarbugliata sì, ma molto più semplice da risolvere di quanto pensassi. Quindi la differenza è tutta lì, finché te lo dici da solo giri nella stanza buia, quando lo dici a qualcuno che ti può aiutare, la finestra si apre. Però ti avviso, non basta parlarne. Il professionista ti aiuta, ma il lavoro poi lo facciamo noi.


Ti è mai capitato di ammettere ad alta voce che qualcosa non andava, sentirti sollevato per tutta la sera, e poi ritrovare tutto identico un mese dopo?

Rispondimi — leggo tutto.

G.