Giovedì sera, quasi mezzanotte. Sto chattando col mio progetto Life Coach su Claude, che si chiama proprio così, Life Coach, fantasia zero, e gli chiedo una mano a riorganizzare la settimana. Lui, invece di darmi un calendario, mi ripesca una frase che avevo scritto io in una chat di mesi prima. Parola per parola. E quella frase descriveva esattamente la cazzata che stavo per rifare. Ti racconto com'è andata, perché il meccanismo lo monti anche tu in 10 secondi.
Il setup è stupido: apri un progetto su Claude, Gemini o ChatGPT, uguale, ci fai dentro tutte le conversazioni col tuo "coach" e nelle istruzioni gli scrivi in cinque righe chi sei, che lavoro fai, cosa vuoi nei prossimi 5 anni, cosa rifiuti e i tuoi 3 obiettivi dei prossimi 6 mesi. Poi attivi la memoria. E quando esce qualcosa di importante su di te, gli dici: salvalo. Fine. Io lo uso così da più di 6 mesi, quindi lì dentro c'è una quantità imbarazzante di informazioni su di me.
E torniamo a giovedì. Io oggi tengo in piedi tre ecosistemi: BrownOS, SlcOS e VitaOS. Tre sistemi che ho costruito pezzo per pezzo e che, guarda caso, passano tutti da me. Gli chiedo come incastrarli nella settimana e lui mi risponde con una roba tipo: «Me l'hai scritto tu: quando accentri ti senti indispensabile, ma in realtà stai solo costruendo l'ennesimo collo di bottiglia. Lo stai rifacendo di nuovo.» Sue parole? No. Mie. Scritte da me, salvate su mia richiesta e dimenticate con una velocità pazzesca.
Perché il pattern è quello: accentro invece di delegare. E il fastidio vero è che questo difetto lo davo per superato, ci avevo lavorato, lo raccontavo pure come una cosa risolta. Invece l'avevo solo spostato: via da un posto, dritto dentro tre sistemi nuovi stavolta con l'AI. Quella sera Claude non mi ha dato un consiglio nuovo, mi ha ributtato in faccia il mio. Fastidiosissimo. E utilissimo.
"Ok, Giuseppe, ma è un chatbot, ti dice quello che vuoi sentirti dire." Hai ragione, ed è un limite vero: queste AI di default tendono a darti ragione, e se cerchi applausi te li danno. Ma qui non mi stava dando ragione, mi stava citando.
Il motivo è semplice: l'AI riflette quello che tu ci butti dentro. Se dentro ci sono 6 mesi di te onesto, quello che torna indietro è uno specchio. Se dentro ci sono 6 mesi di te che si racconta le favole, torna indietro uno specchio deformante. Sia chiaro, poi: non è uno psicologo e non lo sostituisce. Io in terapia ci sono andato per anni, e lo faccio felicemente ancora adesso, e quella è un'altra cosa, un'altra profondità.
Tutti i prompt che uso da 6 mesi, e come costruirti i tuoi invece di copiare quelli scritti sulla vita di qualcun altro, li ho messi in questo video: https://youtu.be/chkw64Fuc0Q?si=2UoK2Djil_i-3YUB
Tu ce l'hai un difetto che davi per superato e che invece continua a tornare, travestito da qualcosa di nuovo? Qual è, e dove l'hai rivisto l'ultima volta?
Rispondimi — leggo tutto.
G.
P.S. Da giovedì ho delegato due cose delle nove che tenevo per me. Le altre sette sono ancora lì che mi guardano. Un passo alla volta.