Sono 7 anni che investo e in questi 7 anni ho accumulato una valanga di errori da principiante. Se oggi dovessi ripartire completamente da zero, niente investimenti, niente portafoglio, saprei esattamente cosa fare per evitarli tutti. Quindi ti dico i sette passi che farei, le trappole tipiche di chi investe in Italia (fisco, strumenti, conti) e soprattutto come non ritrovarti fra 5 anni esattamente come sei ora, soltanto un po' più stanco.
Prima però tolgo di mezzo una cosa. Il 90% delle persone pensa che basti scegliere l'ETF giusto, capire i mercati o azzeccare il momento di ingresso. No. Il problema vero è che la stragrande maggioranza degli italiani prova a investire e molla prima che sia passato un anno. E te lo dico subito perché è esattamente il primo errore che ho fatto io.
Prima di investire un euro, le fondamenta
Il primo passo, se ricominciassi da zero, è costruire le fondamenta. Sono tre.
1. Eliminare tutti i debiti ad alto interesse. La carta revolving al 14%, il finanziamento per il telefono che in realtà è un 12%, il prestito personale per le ferie (ma per favore). In pratica tutto quello che ci costa più di un 5-7% all'anno va chiuso prima, perché da un lato abbiamo la certezza di pagare quell'interesse, dall'altro non abbiamo nessuna certezza di guadagnare di più investendo.
2. Un fondo di emergenza che copra dai 3 ai 6 mesi di spese essenziali, quindi mutuo, bollette, trasporti, cibo. Liquidi, su un conto corrente o sotto il materasso, pronti a essere usati subito.
3. Un reddito stabile. Se sei dipendente ce l'hai già. Se sei freelance o libero professionista come me, servono clienti abbastanza stabili da coprire le spese e da sapere più o meno quanto ti avanza ogni mese per investire.
Ti racconto perché insisto su queste tre cose. Nel 2019, prima che prendessi gli investimenti sul serio, avevo comprato azioni di Apple, mi pare, o Amazon, non me lo ricordo manco più, perché me l'aveva detto un amico. Funziona, diventi ricco, bla bla bla. Poi mi si rompe la macchina, disinvesto e vendo tutto in perdita. Due anni di investimento buttati, solo perché avevo un'emergenza e non avevo un fondo che mi permettesse di non toccare quei soldi.
Perché stai investendo? (Sì, è una domanda seria)
Messe a posto le fondamenta, passiamo al secondo passo, che è dove il 90% degli italiani sbaglia di nuovo. Ma perché non ce le hanno insegnate ste cose a scuola? L'errore è non rispondere a una domanda banale, cioè perché stai investendo. Devi comprare casa fra 4 anni? Vuoi andare in pensione fra 35 anni, o fra 5? Vacanze in Giappone? Libertà finanziaria a 40 anni? Ognuna di queste risposte porta a una strategia diversa, e finché non conosci la strategia non puoi sapere qual è l'investimento giusto per te.
La regola di base è questa. Se l'obiettivo è a meno di 5 anni, quei soldi non vanno nel mercato azionario e non vanno in ETF, vanno in conti deposito, titoli a breve termine o liquidità. Se ti servono fra i 5 e i 10 anni, la metà la metterei in azionario e la metà in obbligazionario. Sopra i 10 anni, allora sì, si può ragionare su un azionario diversificato.
Se hai un obiettivo chiaro resisti a qualunque cosa, a qualunque crollo, a qualunque pressione esterna. Se non ce l'hai stai semplicemente speculando, altro che investire. La tua leva fondamentale è il tempo. Usala, per favore.
E dove cavolo li metti, questi soldi?
In Italia abbiamo questa cosa magnifica, le tasse. Oddio, come si fa a dire che le tasse sono magnifiche. Vabbè. Le opzioni sono fondamentalmente tre. La prima è il fondo pensione, se sei dipendente, che ha un'aliquota vantaggiosa. Francamente a me non fa impazzire. La seconda, la mia preferita, è il PAC su ETF. La terza, per chi ha già un cuscino e vuole ottimizzare a livello fiscale, sono i PIR, i piani individuali di risparmio, che danno l'esenzione totale sul capital gain.
I conti, fatti davanti a te
Vista la teoria, vediamo come si parte. Devi semplicemente iniziare, perché puoi stare a pensare quanto vuoi ma se non agisci non ottieni niente. Anche con poco, anzi ti direi che bisogna iniziare con poco. E lo strumento migliore per iniziare da zero, non smetterò mai di dirlo, è il PAC, ovvero il piano di accumulo.
Ora i numeri, perché senza numeri questi discorsi non servono a nulla. Prendiamo un rendimento reale del 7%, che è quello che gli ETF hanno fatto negli ultimi decenni al netto dell'inflazione. Serve a darci un'idea, non una garanzia.
100€ al mese per 30 anni: ne hai messi 36.000 ed esci con 122.000. Tre volte e mezzo. 200€ al mese per 30 anni siamo a 244.000.
E adesso il costo dell'attesa, quello che purtroppo ho pagato io. 100€ al mese per 35 anni, quindi iniziando a 25 anni anziché a 30, fanno 180.000€. Sono 58.000€ in più solo per aver iniziato cinque anni prima, solo per non aver aspettato di sentirti pronto come ho fatto io.
La parte controintuitiva, quella che fa mollare un sacco di gente, è che nel primo decennio sembra tutto fermo. Hai messo 12.000€ e sono diventati 17.000€. Sembra pochissimo e inizi a chiederti se ne valga la pena. Nel secondo decennio inizia a sentirsi, hai messo 24.000 e ne vale 52.000. Nel terzo decennio arriva il 60% di tutto il risultato, 36 messi e 122 in uscita. Quindi scegli una cifra che per te sia sostenibile, ma costruisci l'abitudine di investire ogni mese, perché il grosso arriva alla fine e ci arriva solo chi è ancora lì.
Smettila di cercare il vincitore
Dopo tutti questi anni ho notato un'altra cosa. Avere un buon portafoglio non vuol dire individuare la prossima Apple, Nvidia, Amazon o quello che sia. Non richiede di guardare i grafici, non richiede di seguire le news finanziarie alle 8 del mattino. Richiede una cosa sola, smetterla di scegliere.
Nella pratica significa comprare un ETF, uno strumento che costa molto poco e replica un indice molto ampio. È un paniere con dentro centinaia o migliaia di azioni diverse, e in Italia è anche uno degli strumenti fiscalmente più efficienti. La maggior parte dei fondi attivi, quelli gestiti da gente che passa le ore a cliccare e guardare grafici, fa peggio del mercato. E soprattutto l'ETF ti permette di smettere di indovinare, di smettere di guardare video assurdi su Instagram, di avere una strategia stabile senza perderci tempo e senza farti travolgere dalle emozioni. Perché ti assicuro che quando investi in azioni l'emozione fa tantissimo.
E qui la cosa che sembra più folle di tutto il discorso. Fidelity, una delle più grandi istituzioni finanziarie americane, ha analizzato i conti con i rendimenti più alti degli ultimi decenni. Risultato? I conti migliori appartenevano a gente morta o a clienti che si erano dimenticati di avere il conto aperto. Avevano lasciato un piano automatico attivo per decenni senza ricordarselo. Zero trading, zero vendite in preda al panico, zero acquisti del cazzo fatti sulle notizie del momento, solo interesse composto indisturbato per anni. Hai presente la puntata di Futurama in cui Fry ritrova il suo conto? 93 cent al 2,25% per 1000 anni, e si ritrova una cifra assurda.
E poi c'è il giorno in cui apri l'app e vedi -30%
Il vero nemico degli investimenti sei tu, sono io. Quella sensazione di ansia quando vedi -2% e il cervello va in protezione e decide che devi vendere tutto. Il cervello non ce lo possiamo riprogrammare, almeno da questo punto di vista. Possiamo però togliergli le occasioni.
Primo, un addebito automatico mensile. Appena arriva lo stipendio, o un giorno fisso del mese se sei libero professionista, quella cifra va via nel PAC. Grazie e arrivederci. Secondo, disinstalla l'app di trading dal telefono. Non è negoziabile. Terzo, niente notifiche tipo "il tuo portafoglio è sceso del 3,14% oggi". Disattivale, per favore.
Ma anche se fai tutto questo, il giorno arriva. Apri per dare un'occhiata e vedi -30%. Succederà, perché il mercato prima o poi scende per forza. In 150 anni ⟨l'S&P 500⟩ ha avuto in ogni decennio il suo crollo del 30 o del 50%, e poi li ha recuperati tutti. Pensa al Covid, marzo 2020, -34% in tre settimane. Chi è uscito in quelle settimane si è perso uno dei rally più veloci della storia. Lo schema è sempre lo stesso, il mercato scende, la gente va nel panico e vende, poi il mercato recupera.
Se vuoi un rendimento stabile del 6-7-8% l'anno devi accettare che ogni tanto il mercato crollerà e i tuoi investimenti perderanno valore. E in quei momenti quello che devi fare è non aprire l'app, non vendere, anzi se hai liquidità in eccesso aumentare il PAC. Stai comprando in saldo. Il mercato premia chi è paziente, molto più di chi è furbo, e io l'ho imparato nel modo più stupido possibile.
Quindi non aspettare di sentirti pronto. Io ho aspettato e mi è costato due anni buttati e un bel po' di soldi che oggi non ho. Ti è mai capitato di guardare un investimento in rosso e sentire quella voglia di vendere tutto subito? Ecco, quella è la cosa da cui ti devi proteggere, e ora sai come.