Perchè è Importante DAVVERO Sembrare Povero

Perchè è Importante DAVVERO Sembrare Povero

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Per anni ho speso tutto per impressionare gente che non si ricorda che esisto. Sei motivi per cui la mossa più intelligente è restare in silenzio e sembrare povero, senza esserlo.


Per un sacco di anni ho speso tutto quello che guadagnavo soltanto per far vedere agli altri che ero arrivato da qualche parte. La macchina molto più bella di quella che potevo permettermi, l'orologio figo, le cene nei posti super top dove alla fine pagavo sempre io. E dietro le quinte di tutto quell'apparire c'erano i soldi che sparivano dalla carta di credito, zero risparmi e l'ansia costante di non farcela. Poi un giorno ho chiuso il sipario, ho smesso di fare tutte quelle scene, e in quel momento ho iniziato davvero a costruire la ricchezza che ho oggi. Queste sono le sei cose che avrei voluto sentirmi dire 10 anni fa, quando buttavo via un sacco di soldi per impressionare gente che non si ricorda nemmeno che io esista.

Prima però mettiamo in chiaro una cosa: nel nostro paese, e nella nostra testa, sembrare arrivati equivale a essere arrivati. Qua non facciamo filosofia su cosa significhi "arrivare": stiamo parlando semplicemente di soldi e apparenza.

L'inflazione del successo: €100 in più, €120 di stile di vita

Hai presente quel collega che ha avuto l'aumento o una promozione? Al 99% inizi a vedere macchina nuova, weekend più costosi (che ovviamente mette su Instagram per fartelo vedere) e orologio fighissimo. Da fuori sembra che stia svoltando. Ti assicuro che al 99% è molto più vicino al rosso sul conto di quanto lo fosse prima dell'aumento.

Sembra un paradosso, ma ha una spiegazione tecnica: si chiama inflazione del successo. Ogni volta che sale lo stipendio o il fatturato, automaticamente sale lo stile di vita. E il problema è che la maggior parte delle volte lo stile di vita aumenta più dell'aumento stesso: in media, per ogni €100 in più guadagnati, lo stile di vita sale di €120. Fai un ragionamento sugli ultimi anni della tua vita e sono sicuro al 100% che è successo anche a te.

Ed è per questo che una montagna di persone che guadagna benissimo vive nella maniera peggiore possibile: stipendio dopo stipendio, fattura dopo fattura. Quella che a te sembra una persona che ce l'ha fatta magari di notte vive malissimo. I miei primi guadagni seri sono spariti dentro una vita che avevo gonfiato senza nemmeno accorgermene, perché dovevo in qualche maniera sembrare all'altezza. Quindi molte volte non è lo stipendio troppo basso a tenerti bloccato: è l'abitudine di far salire lo stile di vita ogni volta che salgono i soldi.

E se stai pensando "vabbè, se poi me ne accorgo ridimensiono", no. Non funziona così.

Salire è facilissimo, scendere fa un male pazzesco

Abituarti agli hotel più belli, alle auto di lusso, agli orologi, ai vestiti firmati è molto facile. Scendere è una delle cose più brutte che ci siano, te lo dico per esperienza. E non per motivi economici: per motivi emotivi. Se ti sei abituato a vivere da solo o in un quartiere più bello, tornare in una casa condivisa, dai tuoi genitori o in un quartiere meno centrale fa male a livello psicologico.

Ed è per questo che molte volte prendiamo le decisioni sui soldi su base emotiva, o su quello che penseranno gli altri, e non su quello che è logico. Quindi meglio non salire troppo in fretta, perché poi scendere di colpo fa un male pazzesco.

E c'è un meccanismo preciso, con un nome scientifico, che ti spinge a far salire il tuo tenore di vita un pezzo alla volta.

L'effetto Diderot: una cosa chiama l'altra

Ti è mai capitato di comprare una cosa bella e sentire di colpo che tutto il resto stona? Le scarpe nuove che pretendono la giacca nuova, che a sua volta pretende la cintura nuova. E vuoi non metterci l'orologio nuovo? Prima che tu te ne accorga hai rifatto mezzo guardaroba per una sola cosa. Oppure compri casa nuova, e vuoi non comprarti il divano nuovo, perché quello vecchio non ci sta bene? Poi il mobile per la televisione, poi la televisione perché è troppo piccola per quel mobile. Ah cazzo, ma la cucina è di un colore diverso. E in un attimo ti sei rifatto tutta la casa e la roba vecchia l'hai buttata.

Questa cosa si chiama effetto Diderot ed è una storia vecchia di 300 anni. Diderot era un filosofo che viveva povero e felice, stava da Dio. Un giorno un amico gli regala una vestaglia nuova, elegante, magnifica. Lui se la mette, inizia a guardare casa sua e tutto gli sembra terribile. Cambia la poltrona, la scrivania, i quadri, i tappeti, e di colpo si trova pieno di cose bellissime ma completamente al verde. Un solo acquisto — nel suo caso un regalo — aveva innescato una catena, perché il resto stonava oggettivamente col primo pezzo.

Ecco l'effetto che ti fa lo status: ti mette in una spirale dove una cosa chiama necessariamente l'altra. Come ti difendi? Smettendo di comprare più cose e comprando solo le cose giuste: cose che usi davvero e a cui tieni davvero. E se proprio vuoi fare un upgrade, ragiona in modo strategico: cerca qualcosa che si incastri con quello che hai già, perché se prendi una cosa troppo diversa, ti assicuro che finirai a comprarne altre.

Il vantaggio nascosto: la semplicità sui soldi vale oro

Quando smetti di rincorrere, di aggiornare, di stare al passo con quello che vedi sui social, succede una cosa strana: la tua vita si semplifica. E la semplicità sui soldi vale oro, perché troppi oggetti non costano soltanto il prezzo del cartellino: ti costano tempo, energia, manutenzione. Ogni oggetto che possiedi, in qualche maniera, possiede un pezzettino di te.

Ed è qui il vero salto: quando smetti di usare i soldi come metro per paragonarti agli altri, puoi usarli per quello che sono davvero, cioè un mezzo. Con i soldi puoi delegare a persone o strumenti quello che tu odi fare e riprenderti il tuo tempo. Comprano tranquillità, perché avere soldi da parte ti protegge dallo stress dell'imprevisto. Comprano opzioni: puoi decidere se fare una cosa o non farla, perché non sei costretto.

Un modo di spendere i soldi ti costa del tempo, l'altro te lo ricompra. E il tempo, a differenza di un orologio nuovo, non torna più indietro.

I soldi la felicità la comprano, e come. Ma nel posto giusto

Domanda scomoda: comprare cose per stare bene funziona? La verità è che fino a un certo livello sì, funziona. Ma è un livello molto più basso di quello che pensiamo, perché dopo un po' ostentare smette semplicemente di funzionare. La macchina nuova ti emoziona, sei super felice per due settimane, e poi niente. Il meccanismo si chiama tapis roulant edonistico: ogni upgrade diventa semplicemente la tua nuova normalità. Quando spendi per lo status stai spendendo verso il nulla, perché una volta ottenuto quell'aumento di status l'effetto svanisce e ne vuoi ancora di più. Come una droga.

E attenzione: non ti sto dicendo la solita frase da Baci Perugina, "i soldi non comprano la felicità". Col cazzo. I soldi la felicità la comprano, e come, a badilate. Anche questo te lo dico per esperienza. Il punto è che la comprano se li spendi nel posto giusto: la sicurezza economica ti compra la serenità, la salute, le esperienze, le persone giuste intorno. Quindi quando smetti di comprare per farti vedere — e anche se sembri povero, chi se ne frega — ti restano soldi da mettere dove la felicità ci sta veramente.

Il fuck you fund non si vede

E arriviamo al motivo più importante, quello che vale tutto questo discorso. Alla fine i soldi ti comprano solo due cose che contano davvero. La prima è la libertà: scegliere per chi lavori, come lavori, quando lavori. Lavorare part-time, prenderti il rischio di fare qualcosa di tuo — un canale YouTube, come nel mio caso. La seconda è la sicurezza: tirarti fuori da una situazione che non vuoi più, magari rischiosa, perfino da una relazione tossica.

Gli americani questa cosa la chiamano fuck you fund: i soldi che ti danno il potere di mandare a quel paese la gente o le situazioni. In maniera super educata, eh. Ed è qui tutto il senso del sembrare poveri: il fuck you fund non si vede. La gente non ti fa i complimenti per quello, te li fa per la Porsche nuova. Ma è la vera differenza tra scegliere la vita che vuoi e subire la vita che ti capita.

E poi c'è un momento — io spero di esserci veramente vicino, e conosco un sacco di gente che c'è arrivata — in cui smetti di volere sempre di più. Ti parlo di persone ricche che conosco molto bene: non è che non hanno belle cose, ma le belle cose non occupano più tutti i loro pensieri. C'è una frase di Housel, l'autore de La psicologia dei soldi, un libro bellissimo, che dice che la ricchezza non è sempre quello che vuoi: a volte è quello che hai già.

Quando ci arrivi è il ribaltamento finale: smetti di spendere per far vedere agli altri e inizi a spendere perché quella cosa la vuoi veramente tu. E all'improvviso l'hobby, la vacanza, la cena nel posto bello con tua moglie non ti danno più sensi di colpa, perché sono allineati ai tuoi valori. Quando senti "si vive una volta sola, spendi": verissimo. Ma proprio per questo non puoi usare quei soldi per vivere la vita di qualcun altro. Sembrare povero serve esattamente a questo: smetti di pagare per la vita degli altri e quei soldi li usi per comprarti una vita che è veramente tua.

Ora fai un conto onesto: delle cose che hai comprato nell'ultimo anno, quante le hai volute tu e quante servivano a far vedere qualcosa a qualcuno che, ti assicuro, non se lo ricorda già più?