I 5 Segreti Del Top 1% Per Farti Rispettare Da Chiunque

I 5 Segreti Del Top 1% Per Farti Rispettare Da Chiunque

Articolo

Per anni ho pensato che il rispetto fosse innato. In 15 anni da avvocato d'affari ho capito che passa dai comportamenti, e i comportamenti si imparano.


Per un sacco di anni ho pensato che il rispetto fosse una cosa innata. Hai presente quando qualcuno entra nella stanza, alla festa, al bar, in riunione, e viene immediatamente ascoltato da tutti? Ecco, pensavo si nascesse così. Poi ho passato 16 anni a lavorare con imprenditori milionari, a stare in riunioni assurde e a costruire aziende con mia moglie, e in 15 anni da avvocato d'affari ho visto la differenza tra chi ottiene davvero rispetto e chi viene sempre scavalcato. E la cosa che ho capito è questa: il rispetto si trasmette attraverso i comportamenti, e quei comportamenti chiunque li può imparare, perché io per primo li ho imparati. Sono cinque. Partiamo.

Vuoi essere rispettato o vuoi piacere agli altri?

Il primo comportamento in realtà è una domanda. Ed è una domanda grossa: vuoi essere rispettato dagli altri o vuoi piacere agli altri? Lo so che sembra una di quelle frasi da poster motivazionale, ma è la cosa più pratica che devi chiederti quando a lavoro o in famiglia non ottieni la considerazione che meriti. Perché finché non hai deciso fra queste due cose, le persone che entrano nella tua vita le stai scegliendo con il criterio sbagliato.

E io questa cosa la conosco benissimo, perché ho sempre cercato di piacere agli altri. Ancora oggi, certe volte, mi esce questo atteggiamento. Ma chi mi conosce oggi a livello lavorativo si stupirebbe nel vedere il Giuseppe di qualche anno fa.

Quando scegli di piacere agli altri fai quello che ci insegnano fin da bambini: fai compromessi. Passi tempo con persone che fanno cose che tu non approvi, ma siccome vuoi essere accettato, te le fai andare bene lo stesso. E continui ad annuire su cose che è come svendere un pezzo di te stesso. Ti è mai capitato di uscire con gente che beve, tu non ne hai voglia, ma ti sentiresti escluso e quindi bevi lo stesso? A me è successo con la mia prima sigaretta: ero al primo anno di liceo, c'era una ragazza che mi piaceva tantissimo, fumavano tutti, e ho iniziato a fumare anch'io. Fortunatamente ho smesso ormai 6 anni fa.

Il problema di fondo è che quando sei una brava persona scambi un sacco di volte il rapporto amicale con il rapporto amichevole, e finisci a giocare su due regole diverse: tu giochi come amico, le persone che hai davanti, soprattutto a lavoro, giocano come se fossero nemici. E così le decisioni le prendi in base a quello che vogliono gli altri, la famiglia, il partner, il capo, invece di quelle che ti permetterebbero di rispettarti per primo.

Quindi nella pratica: questa settimana guarda le persone con cui passi il tempo e chiediti se stai facendo compromessi, se ti stai comportando in modo da farti voler bene piuttosto che farti rispettare. Perché senza rispetto la tua voce viene coperta. Puoi essere bravo, simpatico, gentile, la persona più disponibile del mondo, ma non avrai mai l'autorità che meriti.

Quello che succede martedì prossimo

Il secondo comportamento non riguarda quello che decidi oggi, riguarda quello che succede martedì prossimo, il martedì dopo ancora, il venerdì dei prossimi tre mesi. Perché un comportamento costante, ripetuto per un periodo lungo, crea una roba pazzesca: la fiducia in te stesso.

E ok, lo so che può sembrarti la parte più noiosa, ma è l'unico dei cinque comportamenti che hai già completamente in mano adesso. Non devi imparare niente. Ti faccio l'esempio più classico: la palestra. È facilissimo iscriversi, essere carichi, guardare i corsi, scegliere quella palestra perché c'è la sauna, comprarti pure il set di allenamento nuovo. E dopo due settimane non ci vai più. E la cosa che cala in quel momento è la fiducia che hai in te stesso di mantenere un impegno, prima ancora della forma fisica.

La stessa cosa succede con le persone intorno a te. Dici «ok, vengo a quella cena» e poi all'ultimo annulli: stai dando il segnale che non sei una persona che rispetta la parola data. E quando pretendi rispetto una volta sola, trasmetti l'idea del «ok, c'ha provato, ma alla fine è sempre quello di prima». Ogni decisione che prendi e ogni volta che la mantieni, in modo coerente o incoerente, stai comunicando agli altri la persona che sei, a un livello che non è nemmeno verbale. E questa coerenza a me serve anche al contrario: mi dà la dimensione della serietà delle altre persone e di quanto rispetto meritano.

La cosa più bella della costanza è che è già sotto il tuo controllo. Quando dici che fai una cosa, la fai. E puoi anche fare il contrario: se non hai nessuna intenzione di farla, non ti impegnare, va bene lo stesso. Anche quello è un comportamento coerente, e anche quello porta gli altri a rispettarti.

Mettere confini è facile, farli rispettare no

Fin qui abbiamo visto due cose sotto il nostro controllo. La terza inizia a diventare problematica, perché riguarda le persone che hai intorno e quello che si permettono di fare. Noi abbiamo tutti l'illusione di poter influire su quello che fanno gli altri, ma quel potere è praticamente inesistente. Quindi l'unica cosa che possiamo fare è decidere il nostro comportamento, e il più importante è piazzare confini chiari.

E qui arriva una delle lezioni che mi è costata di più negli ultimi anni: creare confini è facilissimo, puoi mettere confini e barriere ovunque tra cinque minuti. Il problema vero è farli rispettare nel tempo. Ti faccio un esempio banale. Decidi che il sabato non rispondi alle mail di lavoro. Lo fai un sabato, poi arriva quella mail importante, ti giustifichi con te stesso, e rispondi. Benissimo: quel confine è stato immediatamente scavalcato dal tuo capo o dal tuo cliente, e quella persona ha perso un grosso pezzo di rispetto per te.

In questi anni ho imparato un esercizio pratico in due passaggi. Primo: prendi un foglio e scrivi la lista dei comportamenti che non sei più disposto a tollerare dalle persone intorno a te. I no assoluti, quelli veri. Per me erano la mancanza di rispetto al lavoro, la mancanza di rispetto nei pagamenti, le urla e le sceneggiate in casa. Poi tiri una riga e fai una seconda lista: le caratteristiche che vorresti dalle persone che entrano nella tua vita, anche quelle che ancora non sanno che esisti.

E adesso arriva la parte scomoda. Domandati se il tempo che passi è allineato con le liste: i comportamenti che non vuoi ci sono lo stesso? Le persone che ti circondano rispecchiano la seconda lista? Se c'è un disallineamento tra quello che vuoi e quello che stai permettendo agli altri di fare, abbiamo trovato il primo problema.

Per me è stato così. Mi sono trovato circondato da persone che non mi rispettavano, o dalle quali non pretendevo abbastanza rispetto. E ho agito su due fronti: prima ho modificato i comportamenti, e poi ho tagliato le persone che proprio non volevano rispettarmi. Perché francamente siamo quasi 9 miliardi su questa terra, posso fare a meno di qualcuno.

E lo so qual è l'obiezione: «Ma io con sta gente ci devo stare, ci lavoro, sono i miei parenti». È complicato, quelle persone sono lì per qualche ragione. Però ti dico una cosa che si è verificata ogni singola volta negli ultimi 39 anni e 11 mesi della mia esistenza: ogni volta che ho mandato via qualcuno che non mi rispettava, la mia vita non è mai peggiorata. È sempre migliorata. Sempre. Tu pensi che se togli quella persona ti crolli tutto addosso? Scatti in avanti, perché non hai più nessuno che ti schiaccia.

L'ambiente migliora perché ci sono io?

Il quarto comportamento: diventare veramente bravo in qualcosa. Utile soprattutto a livello professionale. La domanda che mi pongo, e che dovresti porti anche tu, è: l'ambiente in cui sto entrando diventa migliore perché ci sono io? Perché se porti un miglioramento perché sei veramente bravo in quello che fai, il rispetto delle altre persone nasce automaticamente. Attenzione: da solo non basta, perché molti sono degli str* e se vali cercano di schiacciarti. Ma se ti circondi delle persone giuste, questo svolta tutto.

E la prima cosa che faccio per valutare se quello che sto facendo merita rispetto, e se le persone intorno a me meritano il mio, è guardare un numero. Questo canale YouTube ha numeri fuori scala perché mi sono messo lì, ho studiato e mi sono impegnato su questa singola cosa. E allo stesso modo coi numeri valuti gli altri, perché i numeri stanno nella realtà: il social media manager magari non produce un contenuto manco a pagarlo, ma se è molto bravo nei social, quel rispetto a livello lavorativo lo merita. Quindi il comportamento da mettere in pratica è diventare veramente bravo in qualcosa nei prossimi 6, 12 o 18 mesi. Quando porti i numeri che dimostrano i risultati, il rispetto è automatico.

Ci sarà comunque gente che non ti rispetta

E dopo che hai fatto tutto questo, succede la cosa che non ti dice nessuno nei video come questi, perché ti vendono la favoletta: ci sarà comunque un botto di persone che non ti rispetteranno. E la differenza la fa cosa decidi di fare con queste persone. Il trucco è non usare la loro mancanza di rispetto come scusa per smettere di provarci.

Quindi la domanda centrale è: tu rispetti il modo in cui ti comporti? Perché se tu ti rispetti, che poi il mondo ti giudichi o ti scriva le cose più assurde diventa un problema del mondo, non più tuo. Il rispetto sta nelle nostre azioni e nei nostri risultati. E soprattutto non lamentarti che gli altri non ti portano rispetto, perché davvero, con tutto l'affetto del mondo, di questa lamentela non gliene frega una sega a nessuno. Testa bassa e giù a lavorare: è solo questione di tempo perché il rispetto delle persone giuste arrivi davvero.

E ora dimmi una cosa: ti è mai capitato di accorgerti, magari anni dopo, che stavi facendo compromessi solo per farti voler bene da qualcuno? Fai l'esercizio delle due liste questa settimana, e guarda cosa viene fuori dal confronto con le persone che hai intorno adesso.