Hai mai sognato di avere il tuo Jarvis come in Iron Man, uno con cui parli e che ti risolve qualunque problema? Oppure un assistente personale in carne e ossa che ti organizza la vita? Io non ne ho uno, ne ho 7. Si chiamano Vittoria, Rosa, Tullio, Beatrice, Gino, Mario e Dante, più un dipendente segreto di cui ti parlo tra poco. Li ho creati tutti senza scrivere una riga di codice, senza toccare Codex o Cursor, in 10 minuti, e mi costano 20 € al mese. Qui ti spiego lo schema che uso per ognuno, così lo rifai con gli strumenti che preferisci.
Dimentica tutto quello che sai sulle AI
Dimentica le chat, i prompt, i modelli. Dimentica anche il codice, e te lo dice uno che ama Claude Code e che qualche mese fa ci ha costruito sopra un mega assistente personale. Il mondo è cambiato di nuovo. Fino a poco fa noi scrivevamo a ChatGPT, a Claude, a Gemini, e ottenevamo una risposta. Nell'era che chiamano agentica questi strumenti possono fare le cose, nella vita privata e nel lavoro. Agiscono, per questo si chiamano agenti, o bot, chiamali come vuoi.
Questa cosa si poteva già fare smanettando con Codex o Cursor, cioè scrivendo del codice collegato ai sistemi AI, che nel mio caso girava sul Mac Mini. La competenza tecnica non era altissima, ma lo sbattimento c'era. Adesso chiunque può avere uno o più dipendenti che vivono completamente nel cloud, hanno un loro computer, navigano e fanno cose mentre noi facciamo altro.
Io in questo periodo uso Grok, che costa una ventina di euro al mese e fa tutto quello che mi serve, ma la stessa cosa la puoi fare con gli equivalenti di ChatGPT e di Claude, con Hermes, insomma con quello che ti piace di più. Nessuno di questi mi sponsorizza, uso Grok perché in questo momento è il migliore, e non escludo di cambiare in futuro. Quello che conta è il modello, perché quello vale per sempre.
Le 4 cose da sapere prima di assumere
Il modo più semplice per capire questi agenti è pensarli come persone.
1. Un nome, una faccia e soprattutto un lavoro. Non è una chat, è un collega a cui scrivi come su WhatsApp, che si ricorda quello che gli dici, ma che deve avere un suo lavoro specifico.
2. Gli strumenti. Se assumi un dipendente gli devi dare qualcosa per lavorare, la posta, il calendario, il database su Notion, la carta di credito. Non ci devi pensare prima, te lo chiede lui quando ne ha bisogno, ti compare una scheda, un click, lo colleghi e sei a posto.
3. Ogni bot ha un suo computer, non il tuo, nel cloud, con il suo browser, le sue cartelle, i suoi file. Lavora anche quando il tuo PC è spento. È una roba pazzesca.
4. Le routine, ovvero quello che gli dici di fare a determinate cadenze. Fino a pochi mesi fa per questa cosa serviva un server e del codice, adesso basta il telefono.
Poi un reality check. Questi sistemi funzionano, ma all'inizio hanno bisogno di conoscerti, come un dipendente in prova. Solo che non gli servono mesi, gli bastano pochi giorni.
La prima assunzione è il capo
Il mio primo dipendente non fa cose, coordina gli altri. Si chiama Vittoria ed è il capo dello staff. La cosa pazzesca di questi sistemi è che i bot parlano tra di loro, quindi anziché pensare "oddio, a chi devo scrivere per questa cosa?", io scrivo a Vittoria e lei smista il lavoro.
Per crearla vai su nuovo bot, dal computer o dall'app, le dai il nome, scegli una faccina, e poi le dai le istruzioni, scritte o dettate (il riconoscimento vocale è pazzesco). Lo schema è sempre lo stesso. Chi sei, sei Vittoria, il capo dello staff, il tuo unico lavoro è prendere un compito e passarlo al collega giusto, voce italiana, decisa e di poche parole. Poi la squadra. Poi cosa fai, leggi il compito, lo spieghi al collega, prepari un messaggio chiaro, se tocca ad altri lo distribuisci. Poi come rispondi. E soprattutto cosa non fai. Questo schema lo userai per tutti i bot.
Dopo averla assunta faccio un'altra cosa fondamentale. Le racconto chi sono, senza ordine, il lavoro, la casa, chi sono i miei figli, cosa mi serve di solito. Tutte le cose che un assistente personale deve sapere di me per organizzarmi la vita.
Il trucco che non ti dice nessuno
Ognuno di questi bot deve fare un lavoro preciso, perché le cose che possono fare sono talmente tante che uno solo si incarterebbe. E il modo migliore per crearne di nuovi è un bot che crea bot. Il mio si chiama Einstein ed è il dipendente segreto. Il suo unico compito è scrivere le istruzioni degli altri. Quando mi serve qualcuno di nuovo lo chiedo a Vittoria, che lo passa a Einstein, oppure direttamente a lui. Così tutti i miei dipendenti hanno la stessa identica struttura e non rischio di fare cagate.
Anche Einstein segue lo schema. Chi sei, il bot che progetta gli altri bot. Cosa fai, quando l'utente ti scrive un bot che gli serve decidi se ne basta uno o ne servono di più, progetti ogni bot con un solo lavoro, una sola voce, una lista di quello che deve fare. Come progetti, cosa rispondi, cosa non fai.
Rosa, Tullio e Gino, cioè la cuoca, l'avvocato e il tuttofare
Rosa è la cuoca. Lo so che ci sono cose più serie, ma ti fa capire le potenzialità. Non è un robot che cucina (purtroppo, visto che sono scarsissimo), è un dipendente che da una foto del frigo riconosce gli ingredienti, ti crea la ricetta per la sera, ti dice le calorie, le dosi, i passaggi. Mi ha preparato una cena in mezz'ora, un pranzo vegetariano per la domenica con ospiti vegetariani, 3 cene per una persona in 10 minuti. A frigo vuoto mi ha proposto spaghetti aglio, olio e peperoncino e frittata di cipolle. Quando le ho chiesto di prepararmi il carrello su Esselunga mi ha detto di no, non è il suo mestiere, e ha passato il compito a Beatrice.
Tullio è l'avvocato. Facendo l'avvocato non potevo non averlo, e non sostituisce un avvocato vero, ma il suo lavoro lo fa fastidiosamente bene. Legge contratti, affitti, abbonamenti, preventivi, e ti dice dove sono i rischi. Italiano, pignolo, diffidente per mestiere, parla in parole semplici (molti avvocati usano paroloni probabilmente perché non sanno manco loro di cosa parlano). Gli ho passato un contratto d'affitto, ha citato le clausole, il rischio, cosa chiedere, ha suggerito di togliere la penale, ha spiegato l'aggiornamento Istat e mi ha detto di non firmarlo. Su un abbonamento in palestra, stessa cosa, bastano 2 righe per farti pagare un anno, e la disdetta a 90 giorni. Gli dai un PDF o una foto e basta.
Gino è il tuttofare. Hai presente quando hai davanti un oggetto e non sai cosa sia o come funzioni, un sifone, il silicone del box doccia? Gli ho fatto una foto a un coso che avevo sulla scrivania e mi ha detto che sta benissimo, è un adattatore snodato per stativi, quelli di luci e microfoni. Lo infili sotto, stringi i pomelli, e se forzi rovini la filettatura. Una figata.
Mario e Beatrice, i due che mi hanno cambiato la giornata
Mario è il postino, ed è stato una svolta. Avevo già un sistema che faceva il triage delle mie mail, ma era complessissimo, e lui l'ha semplificato di brutto. Controlla la posta, ogni mattina mi dice quelle da vedere e le scadenze, legge le newsletter e le cancella quando non servono. E impara, se gli do una regola o gliela cambio se la ricorda e al giro dopo non sbaglia un colpo. Mi fa vedere le bozze e le modifico dentro l'app. Gli ho dato una routine, resoconto la mattina e resoconto la sera, basta. Ho smesso di aprire la posta ogni 5 minuti, che era una roba che mi faceva perdere un sacco di tempo.
Beatrice è la concierge, fa tutto quello che non ho voglia di fare. Regali, voli, alberghi, transfer, conferme alle prenotazioni, tutto caricato su Notion per ogni viaggio. La uso anche come personal shopper, le ho fatto fare la ricerca sulle maglie di cashmere girocollo e il carrello delle magliette. Può farlo perché ha il suo browser, e dal computer la vedi navigare e cliccare in tempo reale, puoi pure prendere il controllo e cliccare al posto suo. Da qualche giorno c'è una cassaforte, si chiama Vault, dove salvi carta di credito e login, come un 1Password a cui loro non accedono, ma che possono usare quando serve per pagare o entrare nei siti. L'AI è diventata una persona che assumi, nel lavoro e nella vita privata, e per assumerla ti basta parlarle. Quando Rosa le ha passato la spesa, Beatrice ha aperto il login di Esselunga, email e password sono andate bene, poi il sito ha chiesto un SMS e lei si è fermata e me l'ha riportato in chat, perché è una cosa delicata e la devo fare io. Ho cliccato su Takeover, mi è arrivato l'SMS, l'ho inserito, ho messo il dispositivo come attendibile. Lei è entrata e ha fatto la spesa confrontandosi con Rosa, che sapeva cosa c'era in dispensa. Fantascienza.
Dante, quello che mi toglie le cose dalla testa
Ti è mai capitato di essere in macchina o in metro, che ti venisse un'idea per un post, una presentazione, una roba su LinkedIn, e di non sapere dove scrivertela? Una volta i blocchetti di appunti, poi Apple Notes, poi OmniFocus, poi è arrivato Dante, il mio ghost writer. Il suo unico compito è prendere le cose sconclusionate che gli detto e trasformarle in un post per LinkedIn o in una presentazione, e mettermele su Notion. Non pubblica niente. Mette in ordine le mie note, e nel momento in cui so che sono salvate da qualche parte vivo decisamente più leggero.
Prima di dargli i tuoi dati
I dati stanno sul computer virtuale dell'agente, cioè nei server dell'azienda, non sul tuo Mac Mini. Quindi ci dobbiamo fidare della privacy policy. Grok dichiara di non addestrare i modelli sui dati usati nei bot e di tenere i dati degli utenti europei su server europei. Io comunque gli do i dati minimi per operare e non li faccio mai agire in automatico. In qualunque regola gli scrivo che il click per accedere o comprare deve essere sempre mio. E password, nomi utente e chiavi non vanno mai in chat, al massimo nella cassaforte. È come dare le chiavi a un dipendente, deve poterle usare ma non deve conoscerle.
Se tutto questo ti sta stretto e ti serve qualcosa di più articolato per la tua azienda, la soluzione è Claude Code. Per il resto, tu ce l'hai una cosa che fai tutti i giorni controvoglia, tipo aprire la posta ogni 5 minuti, che potresti dare a un dipendente da 20 € al mese?