Dammi 14 Minuti e Ti Spiego gli Agenti AI da Zero

Dammi 14 Minuti e Ti Spiego gli Agenti AI da Zero

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Gli agenti AI spiegati da zero: cosa sono, cosa non sono, i 4 modi in cui ragionano e come ho creato il mio primo sistema multiagente conversando, senza codice.


Negli ultimi 3 anni ho studiato gli agenti AI al posto tuo, e questa è la versione bignami. Ti dico quello che ti serve sapere per il tuo lavoro, per la tua vita privata, sulla sicurezza e soprattutto su quanto sono diventati semplici oggi. Alla fine saprai come funzionano, saprai come creare il tuo primo agente e come automatizzare un processo senza scrivere una riga di codice, con quattro tap. Spoiler, sono il futuro di qualsiasi lavoro e di qualsiasi attività. Partiamo.

Che cos'è un agente (e perché non è chiaro a nessuno)

Questa è la cosa che mi ha scioccato più di tutte. Ad oggi non è esattamente chiaro cosa si intende per agente. C'è chi parla di sistemi che fanno da soli, chi usa Claude Code, chi usa i bot, chi usa le skill e le chiama agenti. Se prima di leggere eri confuso da sto bordello dell'AI, sappi che non sei il solo, perché non è chiaro praticamente a nessuno. Però proviamo a mettere in ordine le cose insieme.

E il modo più semplice è chiarire cosa NON è un agente. Un agente non è quello che facciamo noi tutti i giorni, ovvero aprire ChatGPT, Claude, Gemini, quello che è, e iniziare a scrivere. Quello a livello tecnico si chiama one shot prompting, oppure chat LLM. Ti dà una risposta ed è lì che la maggior parte delle persone si ferma e dice "Ok, no, l'intelligenza artificiale è una cazzata, è hype sopravvalutato". Anche questi sistemi conversazionali hanno un'utilità pazzesca in realtà, li ho analizzati praticamente tutti, ma non sono agenti.

Per agente intendiamo un sistema di intelligenza artificiale autonomo, o comunque in grado di portare a termine dei compiti senza il prompt, quindi senza le indicazioni dell'essere umano. Fino a qualche tempo fa il limite era che bisognava crearli con del codice, ospitarli su un computer, su un Mac Mini, su un server per farli girare, e concatenarli tra di loro tramite altri software. Oggi, e per tutto il futuro che verrà, la vera rivoluzione sono gli agenti autonomi, cioè quelli che prendono un compito che gli hai dato, capiscono quali strumenti gli servono, li usano da soli e li concatenano per darti il risultato.

Esempio banale, un agente che fa il triage della posta. Deve capire cosa c'è nella casella, chi ci ha scritto, collegarsi all'elenco contatti, richiamare in memoria cosa abbiamo fatto prima con quel messaggio, magari collegarsi al CRM aziendale, vedere altre caselle, vedere cosa ci siamo scritti in chat, su Slack, su WhatsApp. E poi decidere quale compito eseguire e, se raggiunge un livello di sicurezza sufficiente, farlo, o magari chiederci l'autorizzazione e portarlo a termine.

Ad oggi siamo al 90% di questo lavoro. Gli agenti che vediamo tra poco lo possono fare senza codice, semplicemente conversando, però in questo momento hanno bisogno di parlarsi tra di loro. Che già questo è straordinario, cioè immagina due computer pensanti che si parlano per risolvere un tuo problema. Il livello successivo sarà l'AGI, l'intelligenza artificiale generale a cui dai un compito e va fino in fondo, anticipando le tue richieste. Ci vuole ancora un po'.

I 4 modi in cui ragionano

Per capire quali usare nella nostra vita, e soprattutto nel nostro lavoro, ti spiego come ragionano. Ragionano in 4 modi.

Il primo, il più semplice, si chiama riflessione. È come se tu scrivessi una cosa alla chat, lei risponde, e tu dici "No guarda, rileggila un attimo e ripensaci". Ti risponde un'altra volta, tu la correggi, e avanti finché non arrivi al risultato. Fino a qualche mese fa questo dovevi farlo a mano. Oggi lo decidi col livello di ragionamento, lo fa da sola.

Il secondo è l'uso di altri strumenti. Oggi c'è uno standard universale gestito da una fondazione, si chiama MCP, e in più ci sono le API. Detta semplice, la stragrande maggioranza dei software, se non vogliono morire, stanno permettendo a questi sistemi di collegarsi. Quindi puoi collegare un agente alla tua Gmail, a Slack, a Notion, a Google Workspace, a Office, a praticamente qualunque cosa. In questo modo l'agente fa qualcosa al posto tuo su un software, o addirittura usa il tuo computer, capisce quello che c'è e clicca al posto tuo.

Il terzo è pianificazione più ragionamento. Gli dai un compito, il sistema capisce cosa gli serve, pianifica quali software, quali strumenti, quali connessioni. Crea un piano, lo segue, ragiona mentre fa, corregge. Insomma fa quello che facciamo noi esseri umani, e questo è abbastanza inquietante.

Il quarto sono i sistemi multiagente, dove vari agenti chattano tra di loro e noi non lo vediamo. Anche questo è un po' inquietante, ma apre praticamente qualunque opzione. Immagina di assumere non un'azienda, ma tanti piccoli dipendenti agentici e farli lavorare tra loro. È una roba tipo fantascientifica e si può fare. E quello che ho notato è che dietro tutto questo c'è del testo, sono istruzioni scritte che permettono a questi sistemi di parlarsi. Pazzesco.

Considera che io ho automatizzato l'80% del lavoro dei miei studi legali, di tutte le aziende di famiglia, di tutto quello che faccio anche con questo canale YouTube. Fino a pochi mesi fa era impensabile.

E qui entra in gioco l'obiezione che sento da tutti

Dopo aver parlato con centinaia di imprenditori, le obiezioni più comuni sono sempre le stesse. Non mi capisce, non funziona, come lo implemento nella pratica, gli do un compito e non lo porta a termine. E con un sistema multiagente, che oggi puoi fare senza Claude Code, con uno dei software che ti dico tra poco, questo problema lo risolvi.

Te lo spiego con un esempio, organizzare un viaggio. Se nella chat di ChatGPT, di Claude o di Gemini scrivessimo "organizzami il viaggio", sti cazzi, a quel punto sì che non funziona. Perché in realtà ogni agente è fatto di 4 componenti. Gli serve un compito preciso, gli serve sapere cosa ti deve consegnare, gli serve un modello e gli serve sapere a quali strumenti può accedere. Compito, risposta, modello, strumenti. Un trucchetto per ricordarlo, imparato in un corso che ho fatto, è la frase "Cavalli rossi mangiano sedano".

Ipotizziamo un viaggio di 3 giorni a Tokyo dentro un certo budget. La risposta che vogliamo è un itinerario dettagliato, i posti, i costi, l'hotel e l'aereo prenotati, e aggiungo io il transfer. Il modello può essere un po' quello che ti pare, Claude, GPT, per questi compiti i livelli di intelligenza si equivalgono, e nel giro di poco useremo modelli locali, quindi non pagheremo manco più le software house. Gli strumenti sarebbero Google Maps, Skyscanner o Google Voli, Booking per la logistica, e come dati la tua carta salvata, il numero del passaporto e tutta questa roba.

Un sistema semplice potrebbe essere fatto da un agente che fa le ricerche, un agente che confronta il budget, quindi somma i costi delle ricerche del primo, più un terzo che procede alle prenotazioni e ti aggiorna Notion o Apple Notes con i dettagli. Potrebbero lavorare in sequenza, il primo fa le sue cose, poi il secondo e così via. Oppure in parallelo. Oppure, ed è la cosa più assurda, con un ordine gerarchico, un capo agente che è il titolare dell'agenzia di viaggi e sotto i subagenti che riferiscono a lui. Il compito del capo sarebbe solo coordinarli. Solo parlarne è follia totale.

Come l'ho creato, senza codice

Per questo esempio ho usato Grockbot. Costa 20€ al mese e a livello tecnico fa tutto quello che abbiamo detto, in maniera molto semplice, e sceglie da solo quale modello usare. Quello che prima facevamo a mano lo fa lui, oppure lo fa l'equivalente di ChatGPT o quello di Claude, oramai un sistema vale l'altro.

La prima cosa è creare un capo, quello che comanda gli altri bot. Il mio si chiama Chief, è quello a cui chiedo le cose e che poi coordina tutti gli altri. Per creare i bot uso un altro bot, Einstein, il cui compito è proprio crearmi i bot. Gli dico di crearmi il bot Trasferte, ed eccolo. Mi dice già che trasferte si aspetta, udienze in altri tribunali, eventi di Brown Media, che è la media company che gestisce il canale, un viaggio da organizzare. Gli cambio il nome, la faccia, il colore, lo faccio rosso. A quel punto parlo con Chief, e Chief dà i compiti a Trasferte, usando tutte le app che ho connesso per creare il mio itinerario. Questa è la realizzazione facile, alla portata di tutti, di un sistema multiagente, e gli posso parlare al telefono mentre dormo.

Come funziona dietro? Mando il messaggio, anche vocale. L'audio va a un sistema di trascrizione, viene trascritto e tradotto. Chief prende quello che ho chiesto, lo trasforma in una lista di azioni con priorità e le passa agli altri sistemi o all'altro agente, Trasferte, che fa lo stesso lavoro. Tutto in automatico. E prova a immaginare quando hai il capo, hai Trasferte, hai l'assistente personale, hai chi ti controlla la mail, hai chi fa le quotazioni per i clienti, e tutta sta roba inizia a lavorare da sola. Diventa la tua azienda.

A Tokyo purtroppo in questo momento non ci vado, ma la prenotazione è uscita completa e la userò per i prossimi viaggi di famiglia.

E quindi cosa ci fai veramente con sta roba

Te la metto nel modo più semplice possibile. Per ogni azienda e per ogni software che esiste oggi, esisterà un agente. Vale se lavori già in proprio, se hai un'azienda di qualunque genere, se sei libero professionista, e vale se vuoi trasformare l'intelligenza artificiale in un lavoro, perché magari il tuo verrà sostituito da un agente a breve. Te lo ripeto perché non è una battuta. Adobe, Microsoft, Squarespace, Shopify, Linktree, Canva, qualunque software ti venga in mente, ci sarà qualcuno che creerà un agente senza saper fare codice e diventerà un unicorno, un'azienda fatta di agenti.

Le aziende non useranno più l'intelligenza artificiale, verranno costruite intorno all'intelligenza artificiale. E questo è il presente, non il futuro. Io con 20€ al mese ho assunto 7 agenti che lavorano nelle mie aziende. Ti è mai capitato di dare un compito a ChatGPT, vederlo fallire e concludere che tutta sta roba non funziona? Il problema era il modo, non lo strumento, e ora sai da dove ripartire.