Come Usare l'AI per Studiare Qualsiasi Materia in Molto Meno

Come Usare l'AI per Studiare Qualsiasi Materia in Molto Meno

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La regola d'oro per studiare con l'AI senza barare e i sette metodi che userei per qualsiasi esame: dallo scheletro del capitolo al trucco dei secchioni, con i prompt pronti.


Che sia ChatGPT, Claude o NotebookLM, quella che stai usando per farti fare il riassunto la sera prima dell'interrogazione in realtà è molto più di quello: se la usi correttamente è il miglior strumento di studio mai esistito nella storia dell'umanità. Io nella vita faccio l'avvocato, ho passato una valanga di esami anche assurdi, con migliaia di pagine di concetti da ficcarmi in testa, usando metodi che esistevano prima dell'intelligenza artificiale. Qui ti mostro come la sto usando io adesso quando devo studiare qualcosa di nuovo e come la userei per qualsiasi materia: superiori, università, concorsi. Sette metodi, ognuno col suo prompt. E non si tratta di barare, a una condizione.

La regola d'oro: chi sta faticando?

Partiamo dalla scena classica, che conosci decisamente bene. Fra tre settimane o fra tre giorni hai l'esame, magari ti devi ciucciare diritto costituzionale sul Bin-Pitruzzella, o c'è quel capitolo del manuale di neuroscienze che è ancora lì che ti guarda minaccioso. E l'errore che fanno tutti quando iniziano a studiare con l'AI è uno: «riassumimi questo capitolo». Il riassunto arriva, è fatto oggettivamente bene, magari con gli schemini, e tu ti senti a posto. Poi ti siedi davanti al professore, ti fanno la domanda, e non hai capito un cazzo. Perché riconoscere qualcosa quando la rileggi non significa che l'hai capita.

Quindi ogni volta che usi l'AI per studiare devi farti questa domanda: sto faticando io o sta faticando lei? Se sta faticando lei, tu non stai imparando. Se la fatica resta a te e lei organizza, stai velocizzando di 10 volte il tuo studio facendo un decimo della fatica che faresti da solo. Ma un po' di fatica la devi fare per forza, fidati. Tutti i metodi che vediamo adesso passano questo test.

Primo: lo scheletro del capitolo

La prima cosa che ho sempre fatto davanti a una materia nuova è farmi uno scheletro per capire la struttura. Non stai leggendo un romanzo dove guardarti i capitoli è spoilerarti la fine: stai studiando, e capire com'è organizzata la roba conta. Quello che io facevo a mano, con gli evidenziatori, i colori e i cosini appiccicati sopra, adesso te lo fa l'AI meglio e più veloce.

Per questa attività io preferisco NotebookLM, che è una versione di Gemini in grado di elaborare quantità di testo molto grandi, ma funziona perfettamente anche con Gemini, ChatGPT o Claude: usa quello che cacchio ti pare. Carico l'ebook del mio libro (la stragrande maggioranza dei libri cartacei ormai ti dà anche l'ebook, o trovi l'offerta per averli entrambi) e gli do questo prompt: «Ti carico il capitolo che devo studiare. Prima di studiarlo voglio solo orientarmi, quindi niente riassunti. Dammi: una panoramica di 10 concetti chiave in linguaggio semplice, una mappa di come si collegano tra loro, le tre domande alle quali il capitolo risponde».

L'ho provato sul capitolo quinto, l'organizzazione costituzionale in Italia. Mi tira fuori i 10 concetti chiave (il rapporto di fiducia, il bicameralismo paritario, il governo come organo complesso, il Presidente della Repubblica come organo di garanzia, la controfirma ministeriale, le prerogative parlamentari), la mappa visiva dei collegamenti e le tre grandi domande: come si forma un governo in Italia — classica domanda d'esame —, come lavora concretamente il Parlamento e come vengono tutelate le minoranze, qual è il vero ruolo del Presidente della Repubblica. È lo scheletro del capitolo: ti prepara mentalmente a quello che stai per studiare.

Secondo: il podcast, le flashcard e il quiz

E questo preparati, perché è veramente pazzesco. Stesso file, caricato su NotebookLM, che qui è il migliore ed è pure gratis. In particolare lavora solo sui documenti che gli dai: non inventa, non prende altre cose. Con un singolo pulsante ti genera un podcast, sì: una conversazione audio tra due voci che parlano del tuo capitolo e che ti puoi ascoltare ovunque. Basta scrivergli «generami un podcast di questo capitolo» o cliccare su overview audio, è la stessa cosa.

E mentre genera, ti do anche un bonus: nello stesso momento puoi farti preparare le flashcard. Ma sai quanto tempo ci mettevo io a farle a mano? A me, su quel capitolo, ne ha generate 71. «In che modo deve essere votata la mozione di fiducia al governo?» Ti fa vedere la risposta, e se clicchi su «spiega» ti spiega anche la ragione che c'è dietro. Te le puoi pure stampare. E andando avanti ti crea anche un quiz interattivo per testare la preparazione, con tanto di verdetto su quanto sei stato bravo o scarso. Mi viene voglia di rifarmi l'università, cazzo.

Ok, il podcast tra due persone che discutono di come funziona il governo in Italia non sarà la cosa più esaltante del mondo, ma te lo ascolti mentre sei in giro, e non è roba astratta: è esattamente il capitolo su cui stai studiando. Vale per l'università, per le superiori, per qualunque concorso.

Terzo: bombardala di perché

Quando sei sul libro c'è sempre qualche paragrafo che non ti torna, e la tentazione è dirle «spiegamelo tu». La cosa giusta invece è fare domande: perché funziona così? Cosa succederebbe se? Qual è la differenza tra questo e quello? Questo costringe il tuo cervello a creare i collegamenti, e non impari come un pappagallo. Ed è quello che all'esame ti fa tirare fuori le risposte anche quando non le conosci. Le domande le fai tu, il lavoro lo fa lei, ma la fatica è tua. Test superato.

Quarto: fatti interrogare, non spiegare

Questo è quello che trasforma l'AI nel tuo tutor privato completamente gratuito. Fai quello che non fanno tutti: anziché farti spiegare, fatti interrogare. Il prompt è questo: «Fai il tutor socratico su questo capitolo. Fammi domande una alla volta e aspetta la mia risposta. Se sbaglio, non darmi la soluzione, ma fammi una domanda più semplice che mi ci porti da solo. Alza la difficoltà man mano che rispondo bene».

Con un prompt così lei passa dall'essere il compagno di classe che ti passa il compito al tutor che ti interroga finché non sai davvero qualcosa. E testarsi, ovvero tirare fuori le cose quando il libro è chiuso, è il modo migliore per imparare in assoluto secondo qualunque ricerca. È quello che facevi nei gruppi di studio quando vi interrogavate a vicenda, solo che non eravate così bravi. Ed è anche la cosa più scomoda, perché sbagliare la risposta fa incazzare, lo so. Ma è proprio lì che il cervello scrive davvero: ti ricordi l'incazzatura. E in più hai davanti qualcosa che non ti giudica, che se ne frega della figura che fai in camera tua.

Quinto: ribalta il tavolo e spiegaglielo tu

Uno dei miei preferiti. Fai così: «Ti spiego io la fotosintesi, ascolta e dimmi dove sbaglio». E gliela spieghi a parole tue, anche dettandola con la trascrizione vocale — anzi, meglio: se l'esame è orale, è inutile che scrivi. Gliela spieghi come se fosse il tuo compagno di banco. Se inciampi mentre spieghi, hai già trovato un buco da solo; se non lo trovi tu, te lo trova lei. Trenta secondi, funziona con qualsiasi materia, qualsiasi livello, qualsiasi AI. Perché se una cosa non la sai spiegare semplicemente — lo diceva Einstein — semplicemente non la sai.

Sesto: appunti cartacei? Fagli una foto

Può essere che tu il libro in PDF non ce l'abbia, o che come me prenda ancora un sacco di appunti cartacei (io li amo, soprattutto su un ⟨Leuchtturm 1917⟩: soldi tra i meglio spesi della mia vita). In quel caso fai semplicemente una foto: le pagine, le parti sottolineate, i tuoi appunti. Niente di illegale se il libro è tuo. Dai tutto in pasto a NotebookLM o a ChatGPT, trasformato in PDF o no, tanto ormai si leggono tutto rapidamente.

Il prompt in sequenza che uso io: «Crea punti chiari, concisi e facili da studiare da questo documento. Crea domande aperte con le risposte basate sul contenuto. Alla fine crea un quiz a scelta multipla, cinque opzioni per domanda». In 60 secondi ho appunti puliti per ripassare, domande aperte per interrogarmi e un quiz per misurarmi: un kit di studio completo basato sui miei appunti e sui miei libri. Mettere in ordine il materiale ti richiedeva un pomeriggio; quel pomeriggio adesso lo usi per studiare. Lei, in generale, non fa il lavoro al posto tuo: ti rende 10 volte più veloce qualunque lavoro tu voglia fare. È questo il gioco.

Settimo: il trucco dei secchioni

Tutto questo non ti serve a niente se quel capitolo lo studi una volta sola. L'ultimo prompt è quello che te lo fa ricordare il giorno X: «Fammi un quiz a scelta multipla su questo capitolo. 10 domande, cinque opzioni ciascuna, diverso da tutti quelli precedenti, alza un po' la difficoltà, correggimi alla fine». Io lo lancio sempre nella stessa chat, a distanza di tre giorni, una settimana, un mese, e poco prima dell'esame. Ogni volta hai un quiz nuovo, un nuovo professore che ti interroga. Questa è la parte che a mano non faresti mai, perché a mano ripassi sempre gli stessi appunti. Ed è il trucco che usano i secchioni, pure senza AI: ripassano poco per volta, in momenti diversi, e piano piano le nozioni si stratificano.

Secondo me già il podcast da solo ripaga il tempo che hai speso a leggere fin qui. E la domanda successiva è: quanto dovresti studiare veramente, visto che adesso ogni ora te ne rende almeno il doppio? Perché studiare troppo, un sacco di volte, è il modo migliore per ricordare poco.

Se ti è servito, ti lascio gratis i 7 prompt per studiare con l'AI.