Come studiare (molto) meno e prendere voti migliori

Come studiare (molto) meno e prendere voti migliori

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Sei consigli concreti per studiare in meno tempo e ottenere risultati migliori: il sistema che uso io da anni, dall'università ai master fino a oggi.


Nella mia vita ho conosciuto due tipi di studenti. Il primo è Giulio. Giulio studia da 6 ore, ha bevuto un litro e mezzo di caffè e passerà tutta la notte a sottolineare e ripetere il libro. Poi c'è l'altro studente: due ore di studio tranquillo, sa esattamente cosa ripassare e non perde tempo a rileggersi i libri interi. Il giorno dell'esame, indovina chi prende il voto migliore?

Qui ti mostro esattamente come ho studiato e come tutt'ora studio quattro volte in meno degli altri ottenendo risultati molto migliori. Negli anni ho dovuto per forza costruirmi un sistema, perché avevo una vita incasinata anche lavorativamente fin dai tempi dell'università. E questo sistema mi ha permesso di laurearmi con un anno in anticipo, di completare diversi master nella mia professione, di studiare tutt'ora per una seconda laurea e di continuare a studiare ogni giorno, sia per lavoro che per piacere. Partiamo.

Sganciati dalle ore di studio

Da studenti, soprattutto da giovani, è facilissimo fissarsi sulla quantità di ore che si passa sui libri invece che su come studiare in maniera più efficiente. Il motivo è banale: misurare l'efficienza di una sessione di studio è difficile, contare le ore è facile.

Ma 4 ore di studio possono voler dire due cose completamente diverse. Prima versione: sono stato 4 ore a sfogliare le pagine, a leggere tutto e a sottolineare i concetti con 150 colori diversi. Seconda versione: ho letto dei riassunti, mi sono fatto le domande, ho fatto finta di spiegare l'argomento a qualcuno e ho affrontato per primi i concetti più difficili. Stesse 4 ore, risultati completamente diversi.

Il voto non lo fanno le ore che passi sul libro, lo fa quello che fai dentro quelle ore. Ok? E se il primo consiglio riguarda come misuri una sessione di studio, il secondo riguarda come affronti un capitolo difficile quando hai pochissimo tempo.

Leggi al contrario

No, non sono impazzito, non si tratta di leggere da destra verso sinistra. Lo so che può sembrare strano, ma è un consiglio pazzesco, soprattutto se hai pochissimo tempo per preparare una materia o un esame.

La tentazione, quando tiri fuori il libro, è iniziare a leggere il capitolo dall'inizio. Il problema è che il capitolo è lungo e ragionevolmente non avrai abbastanza tempo. Quindi il trucco è iniziare dalla fine: prima si guardano i riassunti, le mappe concettuali e i concetti chiave, e solo dopo si ricomincia dall'inizio. La maggior parte dei libri moderni, delle superiori e dell'università, soprattutto di materie scientifiche, è perfetta per questo scopo.

Se invece hai la sfortuna che ho avuto io ai tempi di giurisprudenza, e ti scontri con tomi tipo diritto costituzionale, il ⟨Pitruzzella⟩, il ⟨Torrente⟩, lo ⟨Schlesinger⟩ e roba del genere, i riassunti dentro non li trovi. Il modo per aggirare il problema è cercarli su internet o, al giorno d'oggi, chiederli a ChatGPT.

A questo punto si torna all'inizio e si fa la prima passata, dove non andrai assolutamente a leggere: darai un'occhiata a tutti i titoli, i sottotitoli, le eventuali caselle colorate e i termini in grassetto. Questo ti dà una comprensione generale alta dell'argomento. Poi si ritorna all'inizio e si fa la seconda passata, e anche qui non leggerai tutto il capitolo: vai paragrafo per paragrafo, leggi le prime due righe di ogni sezione, scorri velocemente il resto dando un'occhiata e leggi le ultime righe. In questo modo hai una conoscenza ragionevolmente sufficiente in un tempo estremamente ridotto.

Raggruppa i compiti simili: il batching

Una volta acquisita una strategia di lettura, bisogna pensare a come organizzare le attività per non bruciare tempo e soprattutto energie mentali, che quando sei in ritardo sono pochissime. E il modo migliore per organizzare i compiti è raggrupparli, il cosiddetto batching in americano.

Il motivo è che uno dei grossi problemi di qualsiasi attività, e in particolare degli studenti, è il costo di transizione, il context switching. Quando passi da un compito all'altro, tipo stai leggendo storia e poi ti metti a scrivere un tema di italiano, oppure leggi diritto costituzionale e nel frattempo butti un occhio alla tesina, ogni volta che la tua attenzione si sposta perdi all'incirca 15 minuti per riprendere il focus su quello che stavi facendo.

Quindi la logica del batching è raggruppare insieme i compiti simili. Invece di fare alcuni problemi di matematica e poi il tema di italiano, meglio fare tutti i compiti di matematica in un colpo solo e poi spostare l'attenzione su italiano. E se stai preparando due o tre esami contemporaneamente, ho fatto anche io queste cazzate durante l'università, è molto importante dedicare una sessione intera di studio di almeno 4 ore a un'unica materia, staccare un'oretta magari per pranzo e solo a quel punto spostarti sulla seconda. Così hai un'unica transizione mentale invece di 3, 4, 5, 10. E questo vale per tutti i livelli di studio.

Datti un limite di tempo

Uno dei modi più facili per spendere meno tempo a studiare, o a fare qualunque altra attività, è darti meno tempo per farla. Lo so che sembra una cagata, ma adesso te la spiego.

Esiste la legge di Parkinson, estremamente famosa in qualunque ambito di produttività e perfetta anche per lo studio, che dice che il lavoro si espande per riempire il tempo disponibile per completarlo. Vale per me quando registro un video: se mi do una giornata per registrarlo, ci metto una giornata; se mi do un'ora, lo faccio in un'ora. E vale soprattutto per i compiti. Se ti dai 3 giorni per finire i compiti di italiano o per preparare quel capitolo, ci metti 3 giorni. Se ti dai 3 ore, è ragionevole che in 3 ore in qualche maniera li chiudi.

Una delle tecniche più facili per provare questa legge sulla tua pelle: datti un tempo per la sessione di studio e poi riducilo di circa il 10-20%. Sono sicuro che riuscirai a completarla lo stesso.

Non bloccarti mai

Questa tecnica può farti risparmiare settimane intere. Esempio pratico: stai svolgendo un problema, o stai cercando di capire un concetto estremamente complesso, o di studiare un capitolo proprio ostico. Magari ci hai già perso 2, 3, 4 ore o due giornate intere e sei sempre lì piantato a picchiarci la testa sopra. La cosa migliore che puoi fare è prendere un bel respiro, metterlo via, andare avanti e fare qualcos'altro.

Perché molte volte ci incaponiamo su una cosa soltanto per il tempo che ci abbiamo già speso. È la teoria del costo sommerso, riguarda qualunque ambito della vita e anche nello studio è estremamente rilevante. Uno dice: "Ho speso due giorni, ora non posso sprecare il tempo che ho già speso". Ma questo è un bias cognitivo, un difetto di ragionamento che abbiamo noi esseri umani. Il tempo che hai speso ormai è andato. Quello che conta è il tempo che spenderai dopo. Quindi da quel momento concentrati su qualcosa che non ti faccia sprecare altro tempo su un problema che in quel momento, per te, è insormontabile.

Prima il lavoro automatico

E se è importante non rimanere impantanato, è ancora più importante trovare l'ordine giusto di studio. In generale abbiamo due tipi di compiti. I compiti fissi o ripetitivi: scaricare le immagini per quella ricerca, creare le pagine di quella presentazione in PowerPoint, fare le flashcard, insomma tutte le attività automatiche di cui sai già la durata. E i compiti variabili, quelli che non hanno una dimensione prefissata: il brainstorming per la tesina, il tema di italiano.

Dovresti fare prima le attività automatiche, quelle di cui sai esattamente quanto tempo occuperanno. Perché se metti prima i compiti variabili, per la legge di Parkinson di cui parlavamo si prenderanno tutto il tempo disponibile della tua sessione. Se invece metti prima le attività ripetitive, che sai già quanta parte della sessione impegneranno, e dopo quelle variabili, riesci a far stare più cose nella stessa sessione di studio.

Ora tocca a te

Adesso sai come studiare meglio senza perdere giornate intere sui libri. Il mio consiglio è di non provare tutti e sei i punti insieme: prendine uno, il batching o il limite di tempo, e usalo alla prossima sessione di studio. Ti è mai capitato di passare un pomeriggio intero sui libri e alzarti con la sensazione di non aver combinato niente?