Come Iniziare a INVESTIRE da ZERO nel 2026

Come Iniziare a INVESTIRE da ZERO nel 2026

Articolo

La guida base agli investimenti per persone normali: azioni, index fund, le paure comuni e la via veloce per costruire ricchezza investendo su te stesso.


Diciamo che vuoi iniziare con questa cosa degli investimenti. Hai dei soldi da parte e hai deciso che in qualcosa li devi investire. E là fuori c'è una valanga di opzioni: azioni, metalli, petrolio, titoli di Stato, obbligazioni, immobili, Forex, crypto, NFT, futures, arte, orologi. C'è addirittura chi investe in arance, caffè e cacao. In mezzo a tutto questo casino, e ai guru che ti parlano di day trading, quello che rimane è la paura di perdere tutto quello che hai faticosamente messo da parte col lavoro. Quindi togliamo di mezzo il casino: questa è la guida base agli investimenti per principianti. Per persone normali.

Che cos'è un investimento (e perché i soldi in banca muoiono)

Un investimento è un sistema per far fare ai soldi più soldi. Punto. Tutto il resto non è investimento. Immagina tanti piccoli soldatini, che sono i tuoi euro: si mettono assieme, fanno una famigliola e generano altri piccoli euro, e così via all'infinito.

Andiamo nel pratico. Hai 1.000€ risparmiati col tuo lavoro. Potresti metterli sul conto corrente e dire "vabbè, la banca una volta a mio nonno dava gli interessi". Peccato che oggi le banche gli interessi non te li danno più, e in più esiste un mostriciattolo molto cattivo che si chiama inflazione, una roba che si mangia il valore del denaro. Esempio praticissimo: questo MacBook costa 1.000€ e decido di comprarlo l'anno prossimo, intanto metto i soldi in banca. L'anno prossimo il MacBook costerà 1.200€, mentre i miei 1.000€ in banca saranno sempre e solo 1.000€. Quindi lasciare i soldi in banca, a meno che non ti serva liquidità immediata, non è mai una buona idea.

L'esempio che conosciamo tutti: la casa

La filosofia dietro l'investimento è: compro qualcosa che mi fa fare più soldi automaticamente, possibilmente senza troppo lavoro dietro. L'esempio più semplice è comprare una casa, ovviamente non per viverci. Quella casa ti fa guadagnare in due modi: la metti in affitto, quindi qualcuno ti paga per godere del tuo bene, e nel frattempo speri che il suo valore cresca nel tempo, così il giorno che la vendi prendi più soldi di quelli che l'hai pagata. Se quei soldi fossero rimasti fermi in banca o sotto il materasso, il mostriciattolo dell'inflazione se li sarebbe mangiati piano piano.

Con quasi tutte le altre classi di asset non c'è un equivalente dell'affitto: la logica è comprare qualcosa e sperare di rivenderlo a un prezzo più alto. E siccome queste classi si complicano in maniera decisamente rapida, per il resto dell'articolo parliamo di azioni e quote societarie, che sono lo strumento principale che persone normali come me e come te possono usare abbastanza velocemente e con un rischio abbastanza limitato.

Cosa compri davvero quando compri un'azione

Quando compri un'azione stai comprando un pezzo di un'azienda. Apple è una società quotata in borsa, cioè quel luogo dove le aziende possono vendere un pezzo di se stesse al pubblico. In un mondo ideale andresti su apple.com, clicchi "compro un'azione", paghi con la carta e fine. Nel mondo reale non funziona così: al mercato non puoi accedere direttamente, ti devi rivolgere a un intermediario, i cosiddetti broker, piattaforme accreditate presso le borse valori che fanno da passacarte. Trade Republic, Interactive Brokers, Fineco (io uso anche Fineco): accedi, ti prendono i soldi dal conto e quell'azione entra nel tuo portafoglio, cioè diventa tua.

Wow, ho un pezzo di Apple. Posso decidere le strategie aziendali? No. Posso sperare di farci dei soldi in due modi. Il primo, il più semplice: mi tengo il titolo per un tot di tempo, che ne so 10 anni, e spero che quando lo rivendo varrà di più perché l'azienda è cresciuta. Il secondo è molto simile all'affitto di casa: i dividendi. Ci sono parecchie società, tra cui Apple o, per fare un esempio italiano, Intesa Sanpaolo negli ultimi anni, che distribuiscono parte dei profitti agli azionisti. Esempio banale: se Intesa decide di distribuire il 20% degli utili di quell'anno e tu possiedi il 20% di Intesa, ti arriva un bonifico sul conto con la tua parte di quel profitto.

Quali azioni scelgo? La risposta di Buffett: nessuna

E adesso arriva la parte complessa, ovvero la vita reale: il cosiddetto stock picking. Mi compro Apple, Netflix, Google, Costco, Intesa, Eni? Le opzioni sono infinite e su questo argomento è stato fatto di tutto. Io ho fatto mia la tesi di Warren Buffett, dopo aver perso un sacco di soldi sul day trading: a meno che tu non sia un professionista degli investimenti, sarai sempre un principiante, e quindi non dovresti scegliere le azioni. Stessa tesi de "L'investitore intelligente" di Benjamin Graham, un libro scritto 100 anni fa che è ancora tra i migliori mai scritti sugli investimenti. È una materia complicatissima anche per chi ci lavora di mestiere, e la maggior parte dei professionisti non over-performa il mercato: la maggior parte delle volte sono pure scommesse.

Quindi, a parte qualche acquisto di cuore, perché scegliere quando puoi comprarti tutto l'indice? Un index fund è un fondo comune di investimento progettato per replicare uno specifico paniere: ad esempio compra tutte le azioni delle 500 aziende dello S&P 500, e tra l'altro costa pochissimo. Se investo 1.000€ in quel fondo, sto investendo su tutto l'indice. Ed è oggettivamente una figata: è vero che ti compri anche le aziende che vanno male, ma becchi pure l'unicorno, l'azienda che sta esplodendo. Nella pratica: io non ho comprato azioni Nvidia anni fa, boh, non ho mai avuto tempo di starci dietro. Ma avendo comprato per anni quote di un fondo che a sua volta aveva Nvidia dentro, i frutti dell'exploit di Nvidia li sto ricevendo comunque. Buffett dice che se avesse 100.000$ da investire non si farebbe nessun problema: index fund sullo S&P 500, ragionevolmente certo che quei soldi cresceranno nel tempo.

«E se perdessi tutti i miei soldi?»

La paura è legittima, quindi facciamo i conti col caso peggiore. Nel crollo del ⟨2008⟩ il mercato era sceso talmente tanto che, se avessi venduto in quel momento le tue quote dello S&P 500, per farla semplice ti avrebbero dato 400€: avresti letteralmente perso del denaro. Ma se avessi lasciato lì quei soldi, avresti scoperto che nel 2012 il mercato si era praticamente ripreso ai livelli precedenti, e vendendo oggi quelle stesse quote avresti qualcosa come triplicato il valore.

E poi fatti questa domanda: quante sono le probabilità che le 500 più grandi aziende degli Stati Uniti vedano crollare il loro valore a zero, tutte quante contemporaneamente? Praticamente zero. Il 95% sono aziende vere, con dentro persone che lavorano ogni giorno per innovare: centinaia di migliaia di persone dentro Apple per fare un nuovo prodotto, dentro Nvidia per fare il nuovo chip, dentro Netflix per fare il nuovo Squid Game. È molto difficile che tutto questo crolli, quindi il mercato azionario tenderà a salire.

Altra domanda che mi sento fare spesso: quanti soldi servono per iniziare? Al giorno d'oggi si può investire con qualunque cifra, anche partendo da 5€: praticamente tutte le piattaforme frazionano anche le quote di azioni, penso a Revolut, Trade Republic, Interactive Brokers, Fineco. Dire "non posso investire perché non ho abbastanza soldi" oggi è praticamente una scusa. Sulle crypto ti dico la mia: ho un piccolo piano di accumulo da 100€ a settimana in Bitcoin, con Revolut. In questo momento sono a +30%, ma ho avuto momenti a -60%. La mia filosofia è non farmi prendere dall'ansia: è una piccola percentuale del totale dei miei investimenti, altamente speculativa, rischiosa e anche un po' divertente.

La Fast Lane: la corsia veloce

Tutto quello di cui abbiamo parlato finora è l'approccio tradizionale, la cosiddetta Slow Lane: prendo lo stipendio, metto da parte il 10% ogni mese, lo investo nello S&P 500 e a 65 anni sarò milionario. È una cosa che faccio anch'io, ho diversi ETF su fondi indicizzati. Ma esiste anche la Fast Lane, quella di cui parla MJ DeMarco in "The Millionaire Fastlane", un libro pazzesco anche se il titolo sembra una di quelle robe fuffa: io l'ho regalato a un sacco di gente.

L'esempio più facile è investire su se stessi. Fai il social media manager e guadagni 10€ l'ora. C'è un master da 1.000€ che ti fa diventare brand specialist, con un inquadramento da 20€ l'ora. Dopo alcune settimane di lavoro nel nuovo ruolo ti sei ripagato il master, e da lì in poi quei 10€ in più all'ora sono guadagno puro: quei 1.000€ generano un valore infinitamente maggiore dell'investimento iniziale. Ecco perché investire nella propria educazione è una delle attività che rende di più nella vita, molto più che sperare che 500€ nell'indice diventino 10.000€ tra qualche anno.

L'altro modo è investire sul tuo business, se ne hai uno o vuoi avviarlo. È l'unico modo ragionevole, a parte vincere la lotteria, per fare veramente tanti soldi in 5 o 10 anni invece di aspettarne 70: stai costruendo il tuo business, non stai dando soldi ad Apple o a Nvidia per costruire il loro. Anche andare da uno psicologo che ti spieghi perché hai paura di lanciarti è un investimento di questo tipo. Io ad esempio ho da poco assunto un assistente personale che mi toglie una parte delle incombenze e mi libera tempo per lavorare su qualcosa che genera ancora più valore. Poi, nella diversificazione, è giusto avere gli immobili, l'index fund, una parte in crypto o in quello che ti pare. Ma la base per diventare veramente ricchi è questa.

Se non sei d'accordo con qualcosa, o vuoi confrontarti su questo argomento, scrivimelo nei commenti: da dove stai partendo tu?