Come Farti Rispettare da Chiunque Immediatamente

Come Farti Rispettare da Chiunque Immediatamente

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Per anni ho confuso la gentilezza con il rispetto. Poi ho capito come le persone imparano a trattarci e cosa fare per cambiarlo, senza dire una parola in più.


Per un sacco di anni ho confuso la gentilezza con il rispetto. Mi sono trovato un sacco di volte a dire di sì, ad adattarmi, a voler evitare i problemi. E sai qual è stato il risultato? Che le persone si sono abituate ad avere quel Giuseppe lì. Poi ho cambiato, e il punto non è stato smettere di essere gentile. Il vero problema è un altro, e se stai leggendo probabilmente hai già in testa una situazione precisa: un collega, un familiare, insomma qualcuno. Tienila lì da parte, ci arriviamo subito insieme.

Il problema è la gentilezza difensiva

Partiamo da una cosa che sembra ovvia ma non lo è per tutti. Il problema non è la gentilezza in sé. Il problema è quando usiamo la gentilezza per evitare i conflitti, per non deludere nessuno, per stare bene con tutti. Quella roba lì è paura travestita da gentilezza, e insegna agli altri esattamente come trattarti.

E so già cosa stai pensando: «Eh Giuseppe, ma la gentilezza si usa proprio per stare bene con gli altri». Sì e no. Prova a pensare a quella persona che sicuramente conosci, un parente, un amico, un collega: calma, disponibile, ma che non cede su quello che conta per lei. Quando dice di no è no. Quando deve dirti qualcosa te la dice, senza scenate, senza alzare la voce. La definiresti gentile? Sì, è gentile. Ma è una sua scelta, mica un modo per accontentare tutti. Ed è questa la distinzione che il 99% dei contenuti sul rispetto non fa.

Come hanno imparato a trattarti così

La domanda che nessuno ti insegna a farti è: come hanno imparato, le persone, a trattarti in questo modo? E la risposta è più semplice di quello che pensi. Il mondo intorno a noi funziona con un certo ritardo: quello che vedi oggi è il risultato di cose successe tempo prima. Pensa a quando i telegiornali dicono «siamo in recessione». La recessione mica è iniziata il giorno in cui te lo dicono: è in corso da mesi, si sono sommati eventi su eventi.

Il modo in cui le persone ti trattano funziona allo stesso identico modo. Quel collega che ti parla sopra durante le riunioni non ha iniziato in quel momento. Ha testato, anche involontariamente: ti ha parlato sopra una volta, hai ceduto. Ha ritestato, hai ceduto ancora. E nel tempo si è creata la dinamica per cui si sente autorizzato a parlarti sopra. Quello è il risultato delle tue risposte. Perché il modo in cui le persone ci trattano è la somma di quello che gli abbiamo permesso di fare, o che gli abbiamo insegnato, nel tempo. E questo vale per qualsiasi relazione, personale o di lavoro.

Cosa stai insegnando oggi alle persone intorno a te?

Se il rispetto viene da quello che insegni, la domanda diventa: cosa stai insegnando oggi? Quasi certamente stai usando gentilezza difensiva. Esempio. Venerdì pomeriggio, stai finendo le tue cose, pronto per l'aperitivo, e il tuo capo ti chiede una cosa per lunedì mattina. Sai che potresti dire di no, ma hai paura di passare per quello che non ha voglia di fare, e quindi dici di sì. Sulla sopravvivenza immediata hai fatto la cosa giusta: hai evitato un conflitto e un mal di pancia. Il problema è che nel medio periodo hai appena autorizzato quella persona a disporre del tuo tempo a suo piacimento. La prossima volta ti chiederà lo stesso, quella dopo ancora di più, e ancora di più.

Ti faccio due esempi miei. Mi è capitato di annullare un appuntamento con un cliente che non aveva pagato la mia parcella, nonostante due miei soci di studio mi dicessero «no, ormai l'abbiamo preso, lo dobbiamo fare». Sarebbe stato molto più facile fare quell'appuntamento, ma sarei andato contro un mio principio: avrei insegnato a quella persona che poteva avere il mio tempo e la mia consulenza senza pagarmi. È stato più difficile nell'immediato, ma ha chiarito i ruoli. Secondo esempio, sulle relazioni personali: vedo un sacco di amici che hanno iniziato a permettere al partner determinate cose e non ne sono più usciti. Hanno permesso più volte al partner di mancargli di rispetto, di calpestare le loro esigenze. Perché la gentilezza difensiva è una strategia di difesa, e ogni volta insegna all'altro che può fare un passettino oltre per testarti ancora.

I discorsi non cambiano un cazzo

E qui arriva la parte che fa male. La maggior parte delle persone, quando si accorge di queste dinamiche, soprattutto nelle relazioni che hanno valore, cosa fa? Ne parla. Fa un discorso, spiega come si sente. E questi discorsi hanno un unico effetto: non cambiare un cazzo. Il rispetto non si spiega. Si insegna, e si insegna in un'unica maniera: con le conseguenze.

Torniamo al collega che ti parla sopra, chiamiamolo Jack. L'ho visto fare un sacco di volte. Scenario uno: finisce la riunione, tu da persona adulta e civile vai da lui e gli dici «Ehi Jack, quando mi parli sopra mi metti a disagio, preferirei che mi facessi finire prima di intervenire». Lo dici pure con un tono abbastanza duro. E Jack fa la faccia dispiaciuta e ti dice «Ah, ok, va bene, aspetto prima di intervenire». Messaggio chiaro, comunicazione gentile, tutto risolto. Sti cazzi in realtà. Perché la settimana dopo Jack ti parlerà sopra di nuovo, e quella dopo ancora: il suo comportamento automatico è più forte della sua intenzione.

Scenario due: stai parlando, Jack inizia a parlare, tu non lo consideri minimamente e continui in tranquillità il tuo discorso fino alla fine. Poi guardi la stanza, che non ha capito che cacchio sta succedendo, e come se niente fosse sorridi. Nessun discorso, nessuna spiegazione. Jack ragionevolmente torna al suo posto e capisce che il suo comportamento ha delle conseguenze. Non perché gliel'hai detto: perché ha sperimentato direttamente cosa fai se ti parla sopra, ovvero te ne strafotti. E il gioco è capire che le conseguenze sono unilaterali. Non dipendono dalla disponibilità dell'altro, non richiedono la sua collaborazione, non lo obbligano a vedere le cose come le vedi tu, di quello non ce ne frega nulla. Non serve spiegare a nessuno come vuoi essere trattato: agisci come se fosse già così, che poi è la cosa giusta.

Le tre mosse concrete

La buona notizia è che per diventare così non devi cambiare te stesso. Bastano tre mosse, e le vediamo nella pratica.

La prima: mantieni la parola con te stesso. Questa è la cosa più importante di tutte. Se dici «la prossima volta che mi interrompe continuo a parlare» e poi ti fermi, l'impegno che stai tradendo è con te stesso, mica con Jack. E così stai erodendo la tua credibilità interna, la tua autostima. È quello che ho fatto io quando ho detto no a quell'appuntamento non pagato: ho mantenuto l'impegno preso con me stesso, e le persone hanno iniziato a rispettarmi molto di più.

La seconda: accetta il disagio di oggi invece di pagare il costo di domani. Torniamo al capo che ti chiede di lavorare nel weekend. Dirgli di no ti dà 30 secondi netti di disagio. Dirgli di sì ti impone un costo che si accumula nel tempo. Quindi per risparmiarti quei 30 secondi in cui il tuo capo ti guarda male, e magari il giorno dopo se l'è pure dimenticato, ti stai mettendo nella situazione di essere mosso anziché scegliere dove muoverti. E in linea generale nella vita quello che ha un costo immediato ha un enorme vantaggio nel medio periodo: il disagio di adesso batte il costo cronico, sempre.

La terza, ed è una delle cose che mi hanno cambiato di più in assoluto: misura le persone dalle loro azioni. Un sacco di persone ti diranno quello che vuoi sentirti dire: «certo, hai ragione, ovvio che ti pago». E poi il comportamento è esattamente il contrario, o esattamente uguale a prima. Quindi la domanda giusta è: cosa fa questa persona nella realtà? Le persone si misurano dai comportamenti nel tempo, quello che dicono nel momento conta poco.

«Ma così divento una persona fredda»

È l'obiezione più diffusa, e c'è un malinteso enorme. Un sacco di gente pensa che per guadagnare rispetto devi far paura. E invece fermati un attimo e fai mente locale sulle persone che rispetti di più nella vita: sono sicuro che sono persone calme quando parlano, che non incutono timore, che non fanno rumore. Essere calmi e assertivi è la forma più alta di carattere che ci sia. Quindi no, non devi diventare un duro, non devi smettere di essere disponibile ed educato. Anche se ogni tanto un po' di sana maleducazione è utile nella vita. Devi soltanto smettere di rendere i tuoi confini negoziabili: il tuo tono può rimanere quello di sempre, la tua posizione no.

Il rispetto che conta di più

E quando ci arrivi davvero, quando impari a essere fermo invece che difensivo, ti rendi conto di una cosa che cambia tutto il resto: il rispetto che conta di più nella vita è quello che mantieni con te stesso. Ogni volta che tieni un confine che hai messo, anche quando costa, anche quando la persona davanti ci rimane male, stai costruendo una prova con la tua mente: quando dici una cosa, quella cosa la fai. Le persone con un alto rispetto per se stesse non litigano per essere rispettate: hanno una soglia, e piuttosto che vederla superare dicono ciao ed escono dal gioco.

Ed è questo che tiene insieme tutto. Il rispetto lo guadagni con la coerenza: le persone che ti rispetteranno di più domani sono quelle che ti vedono coerente oggi. Non perfetto, non infallibile. Coerente.

Ti è mai capitato di dire sì a una richiesta il venerdì pomeriggio e passare il resto del weekend a rimuginarci sopra? Ecco, la prossima volta prova a comprarti quei 30 secondi di disagio. Poi mi dici com'è andata.