Come diventare ricchi con uno stipendio normale (in Italia)

Come diventare ricchi con uno stipendio normale (in Italia)

Articolo

Entrate e uscite sono le uniche due leve su cui hai il controllo. Le quattro domande da farti per costruire un patrimonio vero, anche con uno stipendio normale.


Per un sacco di anni ho creduto che per diventare veramente ricchi servisse guadagnare cifre pazzesche o fare sei al Superenalotto. Mi sbagliavo completamente. E se anche tu la pensi così, probabilmente stai commettendo i miei stessi errori: ti concentri più su quanto guadagni che su come gestisci i tuoi soldi. La svolta per me è arrivata quando ho capito che esistono soltanto due leve finanziarie nella vita, e la maggior parte delle persone ne ignora completamente una. E questo le condanna a rimanere povere, o comunque nella mediocrità. In questo articolo ti spiego quali sono queste due leve, come usarle, e le quattro domande che ogni futuro milionario deve conoscere.

E parlo di educazione finanziaria vera, non di come diventare ricchi stile vita Dubai, fuffa guru e milionari col Classe G e il megayacht davanti a Porto Cervo.

Le due leve su cui hai veramente il controllo

Sono due: le tue entrate e le tue spese. Sembra facile, vero? Ma la statistica dice un'altra cosa: più della metà degli italiani che guadagnano oltre €35.000 all'anno, che è una grandissima somma, continua a vivere stipendio dopo stipendio. Nessuna programmazione delle entrate, nessuna programmazione delle uscite.

Perché di base non importa che tu abbia uno stipendio alto o basso (vabbè, averlo alto ovviamente è meglio): conta come usi la leva delle entrate e la leva delle uscite per creare, a fine mese, un flusso di cassa positivo. So che molti pensano che il flusso di cassa sia roba da aziende, ma è fondamentale anche per la finanza personale. E te lo dimostro con un piccolo gioco.

Il gioco dei tre milionari (o quasi)

Prima domanda: un diciottenne con un flusso di cassa positivo di soli €250 al mese può andare in pensione da milionario? La risposta è sì. Grazie all'interesse composto, con una rendita normalissima, andrà in pensione con circa 1,1 milioni di euro.

Seconda: un venticinquenne — beato lui quanto è giovane — con €500 al mese di flusso positivo andrà in pensione da milionario? Sì, con ancora più soldi: il suo patrimonio varrà 1,3 milioni.

Terza: un cinquantenne con un flusso di cassa positivo da €3.000 al mese andrà in pensione da milionario? Qui la risposta è no. Ci arriva vicino, eh: andrà in pensione a 65 anni come tutti gli altri con €950.000. Ma no.

Questo gioco dimostra due cose. La prima: un flusso di cassa positivo, anche piccolo, lasciato lavorare per decenni con l'interesse composto costruisce un patrimonio enorme. La seconda: l'elemento principale della ricchezza è il tempo. Warren Buffett, per dirne uno a caso che guadagna tipo €93.000 al giorno solo dalla Coca-Cola, ha iniziato da giovanissimo e adesso ha più di 80 anni, mi pare. Quindi si ritrova degli interessi composti praticamente pazzeschi.

Per controllare queste due leve, però, dobbiamo farci quattro domande.

Prima domanda: controlli le tue spese ogni mese?

La risposta onesta è che farlo è una rottura di palle pazzesca. Non per il tempo che ci vuole, perché oggi ci sono una valanga di app che fanno il budget in automatico. È sgradevole perché ti mette di fronte a tutte quelle spese che ci fanno letteralmente buttare nel cesso una valanga di soldi. Io l'ho rinviata per anni, la contabilità mensile, e tuttora in certi periodi, come negli ultimi mesi, te lo dico chiaramente, la procrastino. Guardare in faccia il modo in cui sprechiamo il denaro fa un male pazzesco.

Per mia esperienza, i vampiri succhiasoldi sono due.

Il primo: i piccoli abbonamenti. App, musica, 250.000 servizi di streaming, roba che non usiamo mai e che ci prosciuga 30, 50, 100 o anche €200 al mese senza che ce ne accorgiamo.

Il secondo: i debiti ad alto interesse. Immagina se ti dessi un metodo per investire con una rendita del 15% o del 28% all'anno. Ecco, alcune carte di credito revolving — che oggi hanno ripreso piede — hanno interessi di questa dimensione. Quindi non ha senso sbattersi per trovare l'ETF pazzesco che rende il 5% all'anno se poi ne spendiamo l'8, il 9 o il 10% di interessi per dei debiti assurdi. Prima si eliminano quei debiti, poi si pensa a investire. E attenzione: le carte di credito funzionano benissimo, io le uso ogni giorno. Ma hanno senso solo se le paghi a saldo, quindi zero interessi, e ti danno punti o vantaggi che ti permettono per esempio di viaggiare gratis, come ho fatto io negli ultimi 5 anni.

Seconda domanda: dividi il tuo reddito in modo strategico?

Eliminati i due vampiri, possiamo finalmente spendere tutto quello che vogliamo, no? No. Perché costruire ricchezza ha una componente enorme che quasi tutti ignorano: la divisione automatica delle entrate. Lo schema che uso è il 15-65-20, e in estrema sintesi funziona così.

Il 65% di quello che guadagni va alle spese di base: mutuo, trasporti, bollette, cibo. I videogiochi della PlayStation no, quelli non sono spese di base.

Il 20% è quello che puoi spendere nei tuoi piaceri. Anche questo fa parte della vita.

E poi c'è il 15%, che in realtà dovrebbe essere il primo e il più importante in assoluto: la quota del tuo reddito che devi per forza investire e mettere da parte ogni singolo mese. E quando dico risparmio non intendo risparmiare per comprarti l'iPhone: intendo investire in asset che a loro volta ti generano reddito. Ti ricordi le tre domande del gioco di prima? Ecco, il senso è quello. Poi le percentuali variano da persona a persona: le mie sono leggermente diverse, con una quota di investimento molto maggiore, perché ti assicuro che col tempo crearsi una sicurezza finanziaria per il futuro diventa quasi piacevole.

Terza domanda: hai un'entrata oltre allo stipendio?

E qui tu potresti chiedermi: «Ma perché dovrei iniziare un'attività secondaria se ho già un lavoro a tempo pieno? Non dovrebbe semplicemente pagarmi di più il mio capo?». Risposta semplice: se stai guadagnando poco, le motivazioni possono essere due. O il lavoro che fai non è così prezioso come pensi, e in quel caso verrai sostituito a breve da un'intelligenza artificiale, fattene una ragione. Oppure sei sfruttato, pagato meno di quello che vali, e di persone sfruttate ingiustamente nel mondo del lavoro ce n'è una valanga. In questo secondo caso la soluzione è semplicissima: cercati un altro lavoro.

Se invece il problema è il valore che generi, l'unica strada è un'attività extra che integri le tue entrate. E quello che consiglio sempre, a tutti, nessuno escluso, è di cercare non un secondo lavoro, ma un'attività scalabile, senza vincoli orari, che si possa fare su internet come freelance.

E anche qui ci sono due modi. Il primo: farti pagare per il tempo lavorato. Lavoro 10 ore a €30 l'ora, guadagno €300. Non è la modalità più conveniente. Il secondo, quello veramente interessante: farti pagare a risultato, scollegando quello che guadagni dal tempo che ci metti. Esempio: una valanga di piccole attività locali intorno a noi ha un bisogno disperato di presenza online. Puoi vendere un progetto di presenza online a una cifra fissa, e che tu ci metta 5 minuti o 5 ore non è un problema: vendi il risultato. Così il potenziale reddito diventa illimitato, e prima o poi puoi anche abbandonare quel lavoro dove non ti pagano abbastanza. E fai questo conto: €1.000 extra al mese, investiti a un 7% all'anno, diventano oltre 1 milione di euro prima della pensione. Ragionaci, per favore.

Quarta domanda: questi soldi stanno lavorando per te?

Immagino già i commenti: «Ah vabbè, ma io investo con le Poste o con la banca, mi danno il 3% dei BOT. È arrivato sto fenomeno al 7%, cazzo dici?». Effettivamente hai ragione, perché stai investendo nel modo sbagliato: in strumenti che fanno diventare ricco chi te li propone, e non te.

Ci sono invece asset finanziari come gli ETF, che investono in un paniere o in un indice con costi praticamente inesistenti, quindi i tuoi risparmi non se li mangia qualche intermediario. Per farti un esempio: l'S&P 500, l'indice che raccoglie le 500 maggiori aziende americane, negli ultimi anni ha avuto un rendimento medio del 13,6%. Ok? È un rendimento straordinariamente alto. Ci saranno periodi di calo, come in tutti i mercati, ma negli ultimi 40 anni — sperando che gli Stati Uniti non impazziscano — nessuno ha mai perso soldi investendo in un fondo di questo tipo su quell'orizzonte. Questa è la mia esperienza personale, sia chiaro.

La chiave, a mio parere, è investire in piani che sfruttano gli alti e bassi di mercato: i PIR, i piani individuali di risparmio, che in Italia hanno anche vantaggi fiscali notevoli, o i PAC, i piani di accumulo che investono la stessa cifra ogni mese negli stessi strumenti. Un fondo indicizzato sull'S&P 500 lo trovi praticamente su tutte le piattaforme. Io non sono un consulente finanziario, ma se ti informi un attimo non è una cosa complicata. E se non ti senti ancora sicuro, il trucco è iniziare in piccolo: nessuno dice che devi mettere €200, 500 o €1.000 al mese in uno strumento finanziario. L'importante è capire a fondo quello che stai facendo, e internet ormai è pieno di risorse su questo.

Quattro domande, due leve, una variabile che non torna indietro

Entrate e uscite sono le uniche due leve che controlli davvero. Le quattro domande ti dicono se le stai usando. E il tempo è l'unica cosa che non puoi recuperare: ogni mese che rimandi è interesse composto che non vedrai mai. Quindi te lo chiedo: quante di queste quattro domande, oggi, hanno una risposta sì nella tua situazione?

Se ti è servito, ti lascio gratis il mio foglio 15/65/20 per i soldi.