6 Trucchi per Capire che Qualcuno È Segretamente Ricco

6 Trucchi per Capire che Qualcuno È Segretamente Ricco

Articolo

I ricchi veri non girano col SUV e l'orologione. Sei segnali silenziosi per riconoscerli, e come usarli per cambiare la tua vita finanziaria.


Il tizio più ricco che conosco gira con un'auto assolutamente normale e con un Apple Watch. Il tizio più indebitato che conosco gira col SUV, l'orologione e gli abiti completamente firmati. Io faccio l'avvocato d'affari da 15 anni, i patrimoni veri li vedo per lavoro, sui conti, con tutti gli zeri di fianco. E la cosa che ho notato ogni volta è che i ricchi, quelli veri, non si comportano come ti aspetteresti. Potresti essere seduto in treno di fianco a un multimilionario tutte le mattine e non accorgerti di niente. Ma una volta che sai dove guardare, i segnali sono inconfondibili. Sono sei, e sono tutti silenziosi.

Il primo segnale non lo vedi, lo senti

Fai una prova. La prossima volta che sei a cena con gente che non conosci bene, butta lì un discorso di soldi. Quanto costa un affitto in centro, quanto ha pagato un tizio una casa a Milano. E guarda le facce. Io questo test lo faccio ogni volta e mi diverto da morire. Nella maggior parte dei casi le persone si irrigidiscono, si mettono sulla difensiva, partono a confrontarsi oppure cambiano completamente discorso.

Chi i soldi li ha davvero ne parla con tranquillità, come se parlasse del tempo che c'è fuori o di quanto è buona quella pizza. Anzi no, per la pizza si incazzerebbe di più. Nessuna energia strana, nessuno sminuire: è un'informazione normale, ordinaria. Perché quella tranquillità viene dalla posizione che quella persona vive ogni giorno, non dal carattere. Una reazione emotiva forte davanti al discorso denaro denota al 99% insicurezza o scarsità di soldi. E te lo dico per esperienza: io tranquillo coi soldi non lo sono stato per un sacco di anni, e ancora oggi mi vengono un sacco di ansie. Ma quando sei tranquillo contratti meglio, pianifichi a lungo senza andare in paranoia, investi con la testa e non nel panico del momento. Pensa al collega che quando si parla di stipendio ti butta sempre lì "eh, ma io guadagno bene, eh". Segnale brutto.

La buona notizia è che quella calma si allena, in tre passi. Uno: parla di soldi in maniera oggettiva, numeri e non giudizi. "Costa 3 milioni", "costa 50.000 euro", non "eh, carissimo". Due: guarda i tuoi conti ogni settimana, pochi o tanti che siano, così il denaro diventa una cosa normale della vita. Tre: parla di soldi apposta, col partner, con un amico, a cena, poste basse. Fallo per un mese e cambia tutta la percezione che hai del denaro.

L'estratto conto più noioso del mondo

Se potessi sbirciare l'estratto conto di una persona ricca veramente (io ho potuto farlo per lavoro), ti annoieresti a morte. Il commercialista bravo e costoso. Le assicurazioni fatte come si deve, sulla salute, sugli infortuni, sulla casa. Un fondo indicizzato noiosissimo che compra ogni mese a cifre regolari. Qualcuno che gli pulisce la casa o lo aiuta coi figli. Cose noiose ma che durano. Non roba postabile su Instagram, ed è questa la differenza.

Perché c'è una differenza enorme tra spendere e costruire. Quando spendi per il SUV o per l'orologio compri roba che si deprezza, magari la compri pure male, ti alza l'asticella dello stile di vita e ti mette addosso una pressione pazzesca. Ci sono passato anch'io. La spesa noiosa, quella ragionata e ripetitiva, ti mette al riparo dai problemi quando arrivano. E i problemi prima o poi arrivano sempre.

Nessuno ha mai postato una storia scrivendo "ho appena trovato un commercialista bravo, blessed". Però quel commercialista magari lo manda in pensione 10 anni prima di te. Tutti postano "ho investito 100 euro, sono diventato milionario". No: ho investito 100 euro e dopo 10 anni ho fatto un milione, con un investimento noioso di 10 anni. E la cosa più noiosa di tutte, a un livello devastante, è il PAC, il piano di accumulo. Nessuno ha mai postato lo screenshot del suo PAC dicendo "guarda come funziona bene". Ed è proprio il motivo per cui funziona davvero.

Le persone ricche non hanno fretta

C'è una cosa che accomuna tutte le persone ricche che ho conosciuto: non hanno fretta. E attento, non ti parlo di gente indecisa o pigra. Ti parlo di gente che davanti all'occasione ha imparato a dire "ok, ci penso". Non comprano quando comprano tutti perché hanno appena quotato SpaceX e ha fatto +50% (e dopo tre giorni -70%). Ci ragionano.

Il motivo è controintuitivo: la ricchezza vera non la costruisci prendendo tutte le buone occasioni. "Capito, Giuseppe? Smettila di buttarti in 2000 progetti." Questa l'ho imparata a mie spese e la sto affinando ancora adesso. La costruisci evitando le decisioni sbagliate e facendo crescere il patrimonio a poco a poco, ogni mese. La regola, una delle preferite di Warren Buffett (uno che quattro spicci se li è messi da parte negli anni), è semplice: le decisioni piccole prendile in fretta, le decisioni grandi prendile lentamente.

Io mi sono dato una regola, la lista degli acquisti, chiamala come vuoi. Per le spese piccole aspetto 24 ore, per quelle medie una settimana, per quelle grosse ci ragiono almeno 30 giorni se mi devono cambiare la vita. L'urgenza del momento svanisce, quella generata dai sistemi di marketing che vogliono farti comprare, e sale la lucidità.

Quando arrivano altri soldi

Tutta questa lucidità svanisce in un momento preciso: quando arrivano altri soldi. Che tu abbia 1.000 euro e te ne arrivino 10.000, o che tu ne abbia 10 milioni, in quel momento cambia tutto. Per le persone ricche veramente, quando il reddito sale, lo stile di vita non sale. Punto. Stessa macchina, più o meno le stesse abitudini, magari qualche esperienza in più, ma niente salti. Non significa essere tirchi: significa frenarsi volontariamente, che è una cosa difficilissima, anche questa te la dico per esperienza.

Perché la ricchezza vera si misura sul divario tra quanto guadagni e quanto spendi, non su quanto guadagni in assoluto. È tutto lì. La maggior parte delle persone veramente ricche, e sono molte più di quelle che pensi, non vive nei quartieri super alla moda e non gira in Lamborghini. Vive in quartieri normali, guida un'auto normale. E qui casca un tizio che in Italia conosciamo tutti: il ricco con lo stipendio. Quello che guadagna 4.000 euro al mese e se li spende tutti in rate, leasing, l'auto più grossa, le Maldive tutti gli anni. Reddito alto, figurone, status, patrimonio zero.

La cosa da copiare: automatizza gli aumenti prima ancora di sentirli. L'aumento di stipendio o la vendita extra vanno dritti negli investimenti che stai già facendo. E aggiorna le cose solo quando le vecchie si rompono, non perché ora te le puoi permettere.

Non chiedono quanto costa

Le persone ricche le riconosci anche da come pongono una domanda. Non chiedono "quanto costa", chiedono "quanto tempo mi porta via". Posso ricomprare più tempo spendendo questa cifra? Non che siano sprovveduti, il prezzo lo guardano eccome. Ma l'unità di misura con cui ragionano diventa il tempo. Succede quando i soldi smettono di essere il collo di bottiglia: chi ragiona in termini di scarsità del denaro protegge il contante, chi ragiona in termini di scarsità della vita protegge il tempo. Puoi fare tutti i soldi che vuoi, te lo assicuro da qualunque parte tu parta, ma non puoi creare un secondo in più del tuo tempo.

E te lo dice uno che per un sacco di anni ha fatto 20 minuti in più di macchina, tra andare e tornare, per il distributore dove risparmiava 3 euro di benzina. O guarda chi si fa 5 ore di coda per un gadget gratuito che non vale niente. Ma come cacchio ragionano?

Quindi calcola quanto vale un'ora del tuo tempo, e tutto quello che costa meno di quell'ora e te la fa risparmiare, compralo. Stai comunque straguadagnando. Conviene delegare le faccende domestiche, conviene avere degli aiuti, conviene assumere persone se ti fanno risparmiare tempo. Chi produce risultati economici importanti può pagare una persona anche 5, 10, 20.000 euro al mese se quel tempo gli permette di vivere meglio o di guadagnare ancora di più. È un'equazione pazzesca una volta che la capisci.

Chi è ricco non ha bisogno che tu lo sappia

E arriviamo all'ultimo segnale, quello che tiene insieme tutti gli altri ed è il più sottovalutato. Niente vanterie mascherate da lamentele, niente accenni alla vacanza costosa o al bilocale che ha comprato il papi a Montecarlo 10 anni fa. Se scopri che quella persona è ricca, lo scopri dopo tanto tempo e quasi sempre per caso: ti accorgi di quello che possiede, non te lo fa vedere lui. Perché aver bisogno che gli altri vedano la tua ricchezza è letteralmente costoso: ti porta a spendere troppo, a gonfiare lo stile di vita, a prendere decisioni sull'immagine e non sulla ricchezza vera. Morgan Housel, nella Psicologia dei soldi (libro bellissimo, leggilo), lo dice chiaramente: la ricchezza è ciò che non vedi, è il SUV che non ti sei comprato e l'upgrade che non hai mai fatto.

Il problema è che la maggior parte di noi, per colpa dei social o delle cose sbagliate che ci hanno insegnato, sta giocando il gioco dello status: vale perché ce l'ho io e non ce l'hai tu. I ricchi veri giocano il gioco della ricchezza: soldi investiti, asset, tempo che si comprano. E lo fanno dietro le quinte, in silenzio. In Italia è ancora più difficile, perché il figurone dell'auto nuova è quasi un cazzo di dovere sociale.

Quindi smetti di raccontare le tue mosse finanziarie per vantarti, e prima di ogni acquisto chiediti: lo vorrei lo stesso anche se nessuno lo vedesse mai, se dovessi usarlo solo in casa mia? Se la risposta è sì, compratelo: è quello che vuoi davvero. E prova il test della cena, la prossima volta che esci. Poi dimmi quante facce si sono irrigidite.