6 Mesi Bastano per Cambiare Vita. Ecco il piano.

6 Mesi Bastano per Cambiare Vita. Ecco il piano.

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Il piano in 5 sistemi che ho seguito per cambiare la mia vita in 6 mesi: tempo, soldi, salute, testa e persone. Difficile da seguire, ma funziona.


Quante volte hai pensato "voglio cambiare la mia vita"? Di solito a settembre, a gennaio, o il giorno dopo il tuo compleanno. Fai anche la lista, sveglia 20 minuti prima, palestra, un altro lavoro. Poi salti quell'allenamento, dici "chi me lo fa fare?" e apri i social. E davanti alle storie di gente che ce l'ha fatta, se sei un po' come me, inizi a sentirti inadeguato. E la conclusione è che il problema sei tu, che non hai costanza, che non hai motivazione.

E invece puoi cambiare la tua vita in 6 mesi, anche se adesso ti sembra impossibile. Lo so perché l'ho fatto io pochi anni fa. Qui non trovi consigli ultra facili, trovi un piano. E sarà fottutamente difficile da seguire, come qualunque cosa che abbia valore.

La sera di gennaio 2021 che mi ha sbloccato

Eravamo in pieno Covid. Avevo 34 anni, facevo l'avvocato, avevo il mio studio, una vita normale che non andava male. Però quello che avevo non era quello a cui aspiravo davvero. E in mano avevo la stessa identica lista degli anni precedenti.

In quel periodo ho ripreso un libro che tenevo in libreria da anni, Atomic Habits. È un libro che amo profondamente ed è un libro di merda. Tradotto in italiano in maniera agghiacciante, talmente basico che non ti viene voglia di leggerlo. Ma se lo leggi come un sistema, non come un romanzo, ti illumina l'esistenza. C'è una frase che mi ha cambiato tutto, che ho capito solo qualche anno dopo: non sali a livello dei tuoi obiettivi, scendi a livello dei tuoi sistemi.

Lì ho capito che il problema erano i miei obiettivi, il fatto che sperassi di raggiungerli. Spero di guadagnare di più, spero che la mia vita vada bene, spero di trovare qualcuno. La speranza non è un piano, la speranza è semplicemente speranza. E guardavo gente troppo avanti rispetto a me, mentre c'erano persone qualche passettino più avanti, che ci erano passate prima. E se qualcuno ce l'ha fatta, puoi copiarlo. Non ti devi inventare nulla.

Un obiettivo ti dice dove vuoi arrivare. Un sistema ti dice cosa devi fare domani mattina alle 7:00. Io per 20 anni ho avuto solo il pezzo dell'obiettivo, e mi chiedevo perché non bastasse.

Perché proprio 6 mesi

Perché l'anno è la misura sbagliata. Inizi qualcosa a gennaio e dicembre non esiste, non lo vedi. Poi a fine ottobre dici "cazzo, sono in ritardo" e ti affretti. Ma intanto hai sprecato 11 mesi. Se una cosa non la vedi finire, non riesci a sentirla reale. La distanza massima che riusciamo a guardare sono 12 settimane, 3 mesi. E 6 mesi sono due cicli da 12 settimane.

Primo sistema: il tempo. E parte da un uso folle dell'agenda

Devi partire dal tempo, perché se non metti a posto le giornate non fai spazio a tutto il resto. E so già cosa stai pensando, "ho già provato un sacco di agende e app, e dopo un po' le mollo". Il motivo è che le usiamo nel modo sbagliato, ci mettiamo dentro le cose che dovremmo fare, non quelle che facciamo davvero. E dopo due settimane l'agenda diventa una lista di rimproveri.

Quindi la prima cosa, la stessa che ho fatto io, è controintuitiva: per una settimana non pianificare niente. Scrivi solo quello che succede davvero, da quando ti alzi a quando vai a dormire. Alla fine della settimana scopri due cose, dove hai veramente impegnato le tue ore e che quello che ti raccontavi sulla tua vita al 99% non esiste. Ed è per questo che le altre agende non funzionavano.

La seconda settimana pianifichi. Parti dai blocchi che non puoi cambiare (il lavoro, portare i figli a scuola, dormire) e poi inserisci tre blocchi tuoi, uno per la testa, uno per il corpo, uno per il progetto che cambierà la tua vita. 3 ore alla settimana. E quei blocchi non sono negoziabili. Se saltano per due settimane di fila non togli il blocco, cambi l'orario. Perché il tempo non lo trovi, non c'è un magazzino da cui prenderlo. Se vuoi fare qualcosa di importante, devi per forza togliere tempo a qualcos'altro. E l'ultima domenica del mese guardi quante volte hai rispettato quei blocchi. Quel numero ti dice di te più di quanto hai capito negli anni precedenti, te lo assicuro.

E poi arriva la domanda: dove cacchio finiscono i miei soldi?

È successo anche a me. Appena capisci dove finisce il tuo tempo, inizi a chiederti dove finiscono i soldi. Diciamo "il denaro non mi interessa", ma i soldi sono un elemento centrale per avere libertà. E io so cosa significa non averne, so cosa significa rompere il porcellino per fare la spesa di Natale. Avevo veramente il porcellino. E non te lo racconto per farmi scrivere "bravo per l'empatia", non me ne frega niente. È il pezzo che mi sta più a cuore.

Il denaro non compra la felicità, ma compra una cosa più importante, il tempo. Chi è veramente ricco non si compra la Ferrari o il Rolex, si compra la possibilità di scegliere se lavorare o no, se andare o no in un posto. Quindi dire che i soldi non fanno la felicità è una cazzata allucinante.

Io uso un sistema semplicissimo, la formula 65/20/15. Il 65% di quello che guadagno va alle spese quotidiane, mutuo, bollette, spesa. Il 20% va investito ogni mese, non ci sono cazzi che tengono. E il 15% è un cuscinetto, spese voluttuarie, quello che cavolo mi pare. Il punto non sono i numeri, è la decisione. Un accordo che fai con te stesso e rispetti per sempre.

E la prima cosa che ho fatto è stata eliminare i debiti. La maggior parte li facciamo per cose che non valgono quei soldi, l'auto, il telefonino, la vacanza. L'unico debito sensato è il mutuo per la casa oppure un debito che serve per investire. Per il resto è una trappola dove paghi le cose molto più di quello che costano.

La salute sono tre pilastri, il resto è marketing

Puoi avere tutti i soldi e tutto il tempo del mondo, ma non serve a niente se la sera arrivi a casa e ti senti uno straccio vecchio, come dice mia nonna. E per stare bene non servono diete strane né alchimie. La salute si basa su alimentazione, sonno ed esercizio fisico, tutto il resto è marketing.

Per l'alimentazione non ho seguito diete o paraguru. Sono andato da una nutrizionista, ho iniziato a idratarmi di più, eliminato gli alimenti super processati, ridotto l'alcool praticamente a niente, limitato zucchero e caffeina. E la cosa che mi permette di mantenerla è il sistema. Preparo i pasti la domenica sera e mi metto in casa soltanto roba buona, perché se non hai in casa la roba che fa schifo non te la mangi. È come quando smetti di fumare, le sigarette non le tieni in casa.

Il sonno è la cosa che sottovalutiamo tutti, anche io, ma è quella che influisce di più su umore, salute, resa della giornata. E qui più del numero di ore conta l'orario, uno scarto massimo di 30 minuti nell'ora in cui ti addormenti e in cui ti svegli, anche nel weekend.

E poi l'esercizio. Non serve diventare triatleti, bastano tre allenamenti a settimana tranquilli. Un sacco di giorni guardo la borsa della palestra e non c'ho voglia. Ma quando ce l'hai nell'agenda ci vai per mantenere l'impegno con te stesso. Ed è il motivo per cui il tempo lo devi organizzare a blocchi.

Il sistema che tiene in piedi tutti gli altri: la tua testa

Non è la motivazione, che di fatto non esiste. È una cosa più noiosa, il modo in cui ragioni. E per metterlo a posto bastano 20 minuti di lettura al giorno. Compra un Kindle. Lo so che ti piacciono i libri cartacei, ma il Kindle ti svolta la vita nella lettura. Quei 20 minuti che io sprecavo in bagno al cellulare adesso li uso per leggere. Sono più o meno 10 pagine al giorno, e 10 pagine per 180 giorni fanno 1800 pagine. Otto libri in più nella tua vita. Leggere è la cosa che più ha influito sulla mia esistenza.

La seconda metà è scrivere. Non un romanzo, tre righe sulla tua vita ogni sera. Io ho iniziato con un diario che si chiama One Line a Day, una riga al giorno su 5 anni. Poi sono passato a un'app che si chiama Day One, pazzesca. Ti permette di capire come ragionava la tua testa in certi periodi. Una sorta di autoterapia ogni volta che la riprendi in mano.

L'ultimo sistema sono le persone. E sì, passa dai social

Tutti diciamo che è colpa dei social, che perdiamo un sacco di tempo. La verità è che siamo pigri. Se togli le distrazioni rimane la cosa più incredibile che ci sia, puoi imparare dall'esperienza reale di miliardi di persone che hanno avuto il tuo problema prima di te.

A me ha sbloccato tutto, perché non scegliamo dove nasciamo e molte volte siamo circondati da persone che non ci stimolano. Quindi inizia a seguire persone che ti ispirano, che stanno un passettino davanti a te. E scrivigli. La cosa peggiore che può succedere è che non ti rispondano. A me ha risposto quasi chiunque, forse una volta su 10 no. E ho avuto molto di più da sconosciuti visti su un social che da persone che conosco da tutta la vita.

Dopo 3 mesi, tira una riga

È la cosa più importante di tutto il sistema. Dopo 3 mesi prendi queste cinque aree e tira una semplice riga, a che punto sono arrivato, come posso migliorarle? È quello che ti guida nei tre mesi dopo, fino a dirti "cazzo, ma chi ero io 6 mesi fa?"

Il piano ce l'hai. Difficile, te l'ho detto. Ma la domanda vera adesso è una sola: da quale delle cinque aree parti domani mattina?